Nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini tre nuovi camosci dalla Majella

camoscio 1' di lettura 28/09/2009 - Nei giorni scorsi sono stati rilasciati nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini tre esemplari di camoscio appenninico, di cui due femmine e un maschio, provenienti dall’area faunistica di Lama dei Peligni, nel Parco Nazionale della Majella.

Si è chiusa così con successo la prima fase di rilasci finalizzati a consolidare il nucleo di 8 esemplari presenti reintrodotti lo scorso anno. I camosci sono stati catturati dall’equipe dell’area protetta abruzzese, mediante siringhe narcotizzanti lanciate da un apposito fucile ad aria compressa. Agli esemplari, ancora sotto narcosi, sono stati quindi applicati marche auricolari di riconoscimento e radiocollari che consentono in ogni momento l’esatta localizzazione anche grazie a un sofisticato sistema satellitare.



Il trasporto sul sito di rilascio, a oltre 2.000 m di quota, nel Comune di Ussita, è avvenuto mediante un elicottero del Corpo Forestale dello Stato, mentre il rilascio è stato curato dai tecnici dei due parchi in collaborazione con l’Università di Siena e il Coordinamento territoriale di Visso del Corpo Forestale dello Stato. Alle operazioni hanno preso parte anche diversi volontari del “Gruppo Camoscio”, formato da persone interessate al progetto.



Le operazioni proseguiranno nei prossimi giorni con il rilascio di altri tre esemplari provenienti dall’Area faunistica di Farindola nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nonché di una femmina nata nell’area faunistica di Bolognola. Questi rilasci rappresentano un ulteriore importante momento nella costituzione della colonia sui Sibillini che, in attuazione del Piano d’Azione Nazionale, risulta prioritaria per la conservazione sul lungo periodo del Camoscio appenninico, una delle specie più vulnerabili della fauna europea.








Questo è un articolo pubblicato il 28-09-2009 alle 19:13 sul giornale del 29 settembre 2009 - 1233 letture

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