Offida: Usb su Tomaificio Mary, 'Licenziate le 24 operaie ora ricorso per mobilità e stipendi'

usb 1' di lettura 15/12/2010 -

Il “Tomaificio Mary” di Offida ha cessato l’attività produttiva già dal 24 ottobre scorso, e l’11 dicembre ha comunicato a tutte le sue 24 dipendenti l’interruzione del rapporto di lavoro. Lo denuncia l’Unione sindacale di base di Ascoli Piceno.



Il 7 dicembre scorso le operaie della fabbrica - che lavorava in conto terzi per calzaturifici marchigiani, avevano manifestato davanti alla sede aziendale, in via Togliatti, per protestare sia contro il mancato pagamento degli stipendi degli ultimi 4 mesi, che contro l’assenza di confronto e di informazioni sulla situazione e le prospettive dello stabilimento.

“La notizia della chiusura senza mobilità – spiega Andrea Quaglietti, coordinatore USB Ascoli - è l’ennesima riprova che oggi i lavoratori sono abbandonati a se stessi e che le regole tutti le rispettano meno che i datori di lavoro. Come dimostra il fatto che il tomaificio di Offida era già fallito due volte e nessuno era intervenuto per verificare quella stavano facendo e avrebbero fatto dopo alcuni imprenditori – aggiunge – si continua a lasciar fare quello che si vuole a certe persone e imprese, eludendo o aggirando regole e leggi. E questo avviene, in maniera facile e spudorata – prosegue Quaglietti – anche perché le attività degli organi di controllo non sono sufficienti.” L’Unione sindacale di base si è già attivata dal punto di vista legale, per far ottenere alle dipendenti licenziate almeno l’assegno di mobilità – oltre al recupero dei salari pregressi mai versati – in base a quanto stabilisce la legge 223/91 e la sentenza della Corte Costituzionale n.6 del 21 gennaio 1999.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-12-2010 alle 18:24 sul giornale del 16 dicembre 2010 - 988 letture

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