La quarta dimensione nella pittura di Osvaldo Licini e Mario Vespasiani

2' di lettura 25/12/2010 -

Dopo la mostra del 2008 intitolata La quarta dimensione nella pittura di Mario Schifano e Mario Vespasiani, che segnava la prima tappa di un progetto articolato, l'esposizione odierna è la seconda proposta di dialogo tra due autori, in questo caso attivi in diversi periodi negli stessi luoghi, nell'intento di mostrare come entrambi, immersi nella ricerca di leggerezza e di spazi sospesi dal carattere fortemente evocativo, affrontino la stessa tensione al sopra-naturale, con una pittura dal gesto nervoso, quasi incompleta nel tratto.



Attraverso i lavori selezionati, si vuole accertare come l'alchimia della pratica pittorica unita al mistero profondo dello spazio creato nella superficie quadro, possano ribadire la volontà di non svelare i segreti del mondo, quanto indicarne nuove soluzioni per decifrarli.

Licini e Vespasiani hanno percepito e si sono resi conto degli enigmi che circondano il loro spazio vitale mettendo in scena con coraggio un nuovo metodo per affrontarli, cogliendo quel flusso invisibile di una risoluzione che sconfina oltre il perimetro della tela.

La grande originalità di questi due autori sta nel fatto che essi ci presentano nelle loro opere dei metodi di "cifratura" e "decifrazione" del mondo e mai delle risposte certe rispetto al dato reale, che tuttavia sarebbero sempre limitate dalla logica umana.

Il tempo che solito risulta difficilmente quantificabile proprio perché osservato non nella sua unità bensì in ogni singolo frammento, in queste opere ci appare come un eterno presente, dove i ricordi e le visioni assumono la veste di simboli e la percezione di essi non è più psicologica sensoriale.

La pittura dei due autori si muove proprio in quel suo spazio "quadrimensionale" dove viene superata la suddivisione e lo scorrere del tempo, dove in atmosfere perennemente in bilico tra cielo e terra si scambiano le cause con gli effetti e dove nel ristretto perimetro della tela si ha l'impressione di assistere al paradosso di un "tempo-capovolto".

La mostra è quindi una riflessione sul quotidiano inafferrabile, attraverso il quale con semplicità ed immediatezza gli autori indagano in chiave mitico-mistica la successione del tempo nel suo sviluppo, chiamando a loro volta lo spettatore a vivere pienamente l'evento, a “fare esperienza”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-12-2010 alle 16:37 sul giornale del 27 dicembre 2010 - 1109 letture

In questo articolo si parla di cultura, pittura, ascoli piceno, osvaldo licini, Organizzatori, Mario Vespasiani, galleria d'arte contemporanea

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