Fanini: 'Conflittuale rapporto tra l'amministrazione provinciale e i propri dipendenti'

logo Api| 2' di lettura 13/10/2011 -

Dopo la divisione del personale tra le due Province di Ascoli e Fermo, conseguenza dell’accordo sindacale del 26 marzo 2009, che tante polemiche sta ancora sollevando e la grande mole di quel contenzioso legale, che potrebbe portare oltretutto ricadute negative sul già sofferente bilancio provinciale, la stessa Amministrazione sta perseguendo, per il tramite la sua Dirigenza (per la verità non tutta), una gestione delle risorse umane a dir poco dissennata, votata più ad una logica clientelare che a quella della promozione e valorizzazione delle professionalità esistenti, sicuramente meno adatta a cogliere l’obiettivo di una maggior efficienza della macchina amministrativa.



Infatti, i trasferimenti repentini e coatti dei dipendenti da un servizio all’altro, senza il consenso preventivo degli interessati e peggio ancora in mansioni non attinenti l’esperienza maturata e la professionalità posseduta;l’utilizzo clientelare e personalistico delle procedure per le progressioni orizzontali; la penalizzazione ed il mancato riconoscimento delle professioni verticali (nonostante l’idoneità acquisita in specifici concorsi interni); la non assegnazione di posizioni organizzative ai più meritevoli; i demansionamenti, l’assegnazione di compiti dequalificanti e l’esclusione o la marginalizzazione dall’attività lavorativa; sono le azioni più in uso nei confronti di quei lavoratori e lavoratrici che non rispondono alle logiche del rapporto personale con il politico di turno o con il Dirigente del Servizio.

Molte di queste azioni, purtroppo ingiustificate ed ingiuste, che vedono per lo più inerte il sindacato nella sua azione di tutela, vengono impugnate legalmente dai più coraggiosi, tanto che si sta profilando all’orizzonte il riconoscimento di un vero e proprio caso di malattia professionale collegata ad un’azione mobbizzante, cioè di “quella condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico, sistematica e protratta nel tempo, tenuta nei confronti del lavoratore nell’ambiente di lavoro, che si risolve in sistematici e reiterati comportamenti ostili, che finisce per assumere forme di prevaricazione e di persecuzione psicologica da cui consegue la mortificazione morale, professionale e l’emarginazione del dipendente”.

A pensare che il Presidente Celani nelle linee programmatiche del suo mandato amministrativo ha voluto sottolineare l’importanza della partecipazione del personale e la sua crescita professionale e culturale nell’interesse dell’amministrazione e della intera collettività. Non è per caso che Egli abbia deciso di cambiare registro nel rapporto con i dipendenti pubblici, dopo che la sua Segretaria, al tempo della carica di Sindaco, si è rivolta al Tribunale ordinario per rivendicare i propri diritti? Ciò sarebbe comunque alquanto incomprensibile a fronte dell’identico incarico assegnato alla stessa persona nel momento in cui è stato proclamato Presidente della Provincia.

Domenico Fanini






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-10-2011 alle 18:24 sul giornale del 14 ottobre 2011 - 880 letture

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