Le Apocalissi delle religioni antiche spiegate dal prof. Polia

religioni 2' di lettura 31/03/2012 - “Alla base delle tante, troppe esotiche amenità che sostengono la cosiddetta fine del mondo c’è una grande ipocrisia, figlia dell’ignoranza che permea un certo modo di pensare e vivere” con queste parole pregne di significato il prof. Mario Polia ha esordito nel corso della presentazione della sua ultima opera “Apocalissi” svoltasi ieri all’Oratorio della parrocchia di S. Paolo (Pagliare).

Presenti in sala erano gli iscritti della sezione locale dell’UTEAP alla presenza del vice preside Quintino Lucianetti e dell’Assessore comunale alla Cultura Carlo Damiani.

L’appuntamento che era stato preceduto, nel pomeriggio, dall’incontro tenutosi a Cupra Marittima a cui avevano preso parte, tra gli altri, il sindaco Domenico D’Annibali, l’Assessore alla Cultura Luciano Bruni e il prof. Vermiglio Ricci.

Ad accompagnare in entrambi le occasioni l’insigne antropologo e presidente del “Centro Studi Tradizioni Picene”, l’Assessore alla Cultura Andrea Maria Antonini che ha voluto ringraziare il professor Polia “per la sua straordinaria azione di ricerca e di verità sempre al servizio della comunità attraverso approfondimenti e interventi di comparazione dei diversi ambiti culturali e delle diverse tradizioni”.

Da parte sua, il professor Polia è quindi entrato nei dettagli, spiegando con dovizia e spessore le diverse interpretazioni escatologiche di millenarie civiltà (Indiani, Persiani, Greci Antichi, Romani, Etruschi, Celti, Germanici, Maya, Tulteki e Ynka) che insieme alla Bibbia e alla tradizione Islamica, costituiscono tutto lo scibile tramandato.

“C’e’ un vivo anelito di rinnovamento e di speranza in ognuna di queste grandi culture – ha sottolineato il prof. Polia – in esse, si prefigura infatti una trasformazione autentica all’indomani di un momento di forte sconvolgimento e passaggio. Di fondo, alla base c’è una evidente responsabilità dell’uomo che, nel corso della storia, rinnegando l’etica, la fede, il diritto, l’amore per il Creato e il rispetto reciproco ha finito per mettere a repentaglio inviolabili equilibri della natura e delle sue leggi. A tal riguardo, anche i Maya, nello loro nota e tanto reclamizzata profezia, finivano per annunciare che, al termine di un ciclo d’anni secondo il loro calendario, sarebbe avvenuto un ripristino dell’ordine naturale e umano. Occorre pertanto promuovere un cambiamento di cultura, dirigendoci verso un sano recupero di quell’ordine di leggi, morale e consuetudini che sono i cardini dell’umanità e del Creato”.

Al termine dell’incontro, un funzionario dell’Assessorato Provinciale alla Cultura ha proceduto inoltre alla raccolta degli elaborati e dei questionari sui modi di dire e proverbi del posto che comporrà il volume realizzato dal “Centro Tradizione Picene” e dalla Provincia. Un’opera che il prof. Polia, in qualità di Presidente dell’associazione, seguirà in ogni fase, contribuendo con la sua cultura scientifica e storiografica ad arricchire e completare.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2012 alle 19:19 sul giornale del 02 aprile 2012 - 1042 letture

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