Scandolara: elezioni RSU, la maggioranza dei delegati alla UGL

UGL 2' di lettura 05/07/2013 - Il 2/07/2013, giorno precedente alla votazione per il referendum, la Segreteria Provinciale UGL ha inviato formalmente alla Direzione della Scandolara spa e per conoscenza a CGIL ed a CISL questa precisa comunicazione “la Legge 300/1970 all’art.21 così recita: il datore di lavoro deve consentire nell’ambito aziendale lo svolgimento fuori dell’orario di lavoro, di referendum sia generali che per categoria, su materie inerenti all’attività sindacale, indetti da tutte le rappresentanze sindacali aziendali.

In presenza dell’attuale vacanza della RSU perché già dimissionaria e considerato che per giovedì 4/07 p.v. è già stata indetta la votazione per il rinnovo della RSU, veniamo da subito a chiederVi la sospensione della votazione referendaria. Dovrà essere la nuova RSU, legittimata a questo diritto, ad indire il referendum sulla ipotesi di accordo CGIL-CISL. Va da sé che una unilaterale forzatura per la votazione referendaria fissata per il 3/07 p.v. essendo illegittima, renderebbe nullo l’esito del referendum.”

La Scandolara ha proceduto a consentire la votazione referendaria per il 3/07, pur in contrasto alla normativa esistente che regolamenta le modalità del referendum. La UGL pertanto non può riconoscere l’esito della votazione referendaria, nulla di per sé, perché non indetta da soggetti proponenti legittimati.

D’altronde avevamo chiesto un semplice rinvio del referendum di qualche giorno, appena rinnovata la RSU. Il giorno 4/07 si è svolta la votazione per il rinnovo RSU divisione alluminio: i votanti sono stati 98, la UGL ha ottenuto 68 voti (70%), la CISL ha ottenuto 30 voti (30%).

Per la UGL sono stati eletti Carletti Fabrizio, 44 voti di preferenza, ed Eleutieri Vincenzo, 16 voti di preferenza.

Per quanto riguarda il momento difficile del sistema economico produttivo, la UGL ha sempre ribadito che in questo drammatico momento ognuno debba prendersi la sua parte di responsabilità. Sappiamo per bene che anche sindacati e lavoratori debbono ingoiare qualche rospetto ma non possiamo accettare che il costo della crisi venga scaricato sui lavoratori con tagli inammissibili di salario sotto il ricatto dell’occupazione.

A quei sindacati che ci accusano di essere irresponsabili, noi diciamo chiaramente: c’è una zona di confine tra responsabilità ed arrendevolezza che un buon sindacato non deve mai superare; con l’arrendevolezza si premiano gli imprenditori furbi e si penalizzano i lavoratori.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-07-2013 alle 10:37 sul giornale del 06 luglio 2013 - 566 letture

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