Folignano: il Castello ha presentato le novità per la Quintana 2013

10/07/2013 - Dal 2013 il Castello di Folignano si caratterizzerà per una rinnovata aderenza alle proprie radici storiche, proponendo due nuovi figuranti: i coltivatori e raccoglitori del guado. Si tratta di una pianta che triturata permetteva di ottenere un colorante blu per le stoffe. L’economia del territorio si basava, anche per buona parte, su tale attività di coltivazione e macinazione.

La valle del Marino è conosciuta anche come “la valle dei mulini” per la loro numerosa presenza lungo le sponde del torrente nei secoli passati. Indispensabili per la macinazione di cereali e castagne, alimenti-base del tempo, oltre a costituire luoghi d'incontro e di scambio di informazioni, sono andati quasi tutti in rovina o trasformati in abitazioni con il mutare dei tempi e delle condizioni economiche e sociali. Il guado doveva essere molto presente sul territorio se dava alimento ad una vera e propria industria del colore, come attesta la ricca documentazione d'archivio.

La preziosa attività, oggi scomparsa, portava ricchezza alla comunità folignanese, che vendeva all'esterno la maggior parte del colore prodotto, soprattutto agli ascolani, senza dimenticare il mercato del limitrofo Regno di Napoli. A titolo di curiosità, nelle due comunità di Castello e di Villa San Gennaro ai primi del Settecento operavano ben dodici macine, quasi equamente distribuite.

Sfileranno, inoltre, in corteo due placche devozionali in ceramica rievocative di Santa Maria delle Grazie e San Gennaro, realizzate dall'artista folignanese Angela Vatielli, che ha ottenuto il Marchio CAT (Ceramica Artistica Tradizionale). Le ceramiche verranno portate da dai due valletti che affiancano il gonfalone.

I modelli presi a riferimento per le riproduzioni dei Santi patroni sono stati:
- per San Gennaro la tavola di Cola dell’Amatrice, opera custodita al L’Aquila e che originariamente fu commissionata nel 1512 dalla Parrocchia di San Gennaro di Folignano per la parrocchia e consegnata alla chiesa nel 1513;
- per la Madonna delle Grazie, il trittico di Pietro Alamanno, tuttora custodito nella frazione di Castel Folignano.

Un ringraziamento particolare a Erminia Tosti Luna per gli approfondimenti storici, Edy Maria Costantini dell'Associazione Terre di Confine che ha curato l'intera organizzazione del Castello e seguito le novità introdotte quest'anno, all'Ente Quintana, al coreografo Luigi Morganti e all'artista Paolo Lazzarotti che hanno seguito fornito utili ed indispensabili indicazioni per la corretta realizzazione dei costumi.

In allegato la scheda tecnica delle placche



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-07-2013 alle 16:46 sul giornale del 11 luglio 2013 - 674 letture

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