Omicidio Rea: Parolisi vuole un processo a porte aperte

1' di lettura 06/09/2013 - Non si dà pace Salvatore Parolisi, nella sua cella del carcere teramano di Castrogno, da dove fa sapere di volere un processo d’appello a porte aperte. La richiesta, regolarmente presentata al presidente della Corte d’Assise dell’Aquila, dove il prossimo 25 settembre si svolgerà il processo, nasce dalla necessità dell’ex caporalmaggiore di dimostrare che sul suo conto sono state dette cose non vere.

Per farlo, vorrebbe che chiunque avesse la possibilità di assistere allo svolgimento dell’appello, così che sia possibile farsi un’idea autonoma di ciò che avviene in aula e permettere all’imputato di difendersi davanti a tutti.

Il processo di primo grado si era concluso con la condanna all’ergastolo di Parolisi, giudicato colpevole di aver ucciso sua moglie Melania Rea con 35 coltellate, nel bosco di Ripe di Civitella del Tronto.

Parolisi, fino ad oggi, non ha mai voluto parlare dinnanzi ai giudici e ai PM teramani.

Un trend destinato a cambiare dopo questa richiesta.

I giudici la stanno esaminando e presto si conoscerà il responso.


di Michele Piccioni
redazione@vivereascoli.it
 





Questo è un articolo pubblicato il 06-09-2013 alle 16:22 sul giornale del 07 settembre 2013 - 962 letture

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