Calcio: Ascoli. Gli Ultras ricordano Reno Filippini

9 ottobre 1988: Ascoli-Inter, 1-3. Termina la partita e i tifosi neroazzurri, 350 circa, si incolonnano e si dirigono verso i 5 pullman parcheggiati in Via delle Zeppelle. Contro ogni ragionevole logica però, due mezzi degli interisti sono stati lasciati nei pressi della stazione ferroviaria.

Così, circa 90 membri della tifoseria ospite passano davanti la tribuna coperta per raggiungere gli autobus, trovandosi di fronte alla Curva Sud al momento del deflusso bianconero. Difficile raccontare con precisione lo svolgimento dei fatti: parapiglia generale, un ragazzo cade a terra con il volto coperto di sangue.

E’ Nazzareno Filippini, per tutti ‘Reno’, ascolano purosangue e membro storico della tifoseria bianconera. Uno dei primi a soccorrerlo fu Antonio Filippini, che ci mise un po’ prima di realizzare che il ragazzo steso a terra fosse proprio suo fratello. Le condizioni del giovane sembrarono subito gravi e una volta trasferito all'ospedale di Ancona, subì due interventi alla testa per la rimozione del grosso ematoma. Il cuore di Reno cessò di battere il 17 ottobre. Solamente qualche tempo dopo, si sarebbe dovuto unire in matrimonio con Elisabetta, sua compagna.

Un colpo tremendo non soltanto per lei e per la famiglia di Reno, ma per tutto il Settembre Bianconero. Il caso, di risonanza nazionale, scosse anche i vertici della Lega. I controlli allo stadio aumentarono, stop ai settori misti, presenza massiccia di celere e percorsi diversi per le tifoserie in trasferta.

In 5 vennero arrestati per l’accaduto, tutti legati ai gruppi Viking e Boys, con l’accusa di omicidio volontario. Mauro Russo, parcheggiatore, uno dei capi dei Boys all’epoca 31enne, Marcello Ferrazzi, skinhead soprannominato ‘Metallica’ a casa del quale sembra siano stati trovati coltelli e bastoni, oltre ad una collezione di sciarpe delle tifoserie avversarie conquistate e tenute come trofeo, Nicola Ciccarelli detto ‘Nino’ arrestato poi anche nel 1995 per il possesso di due coltelli in occasione di Inter-Juventus, Davide Sebastiani dei Boys, 20 anni, universitario e figlio del proprietario di una discoteca, oltre a Fabrizio Beggi, unico non milanese ma di Reggio Emilia.

Nel giugno 1989 però, il giudice li mise in libertà per insufficienza di prove. Secondo alcune testimonianze sembra che Ciccarelli e Beggi fossero lontani dal luogo dell'aggressione mentre, pur avendo partecipato alla rissa, non furono Russo, Ferrazzi e Sebastiani ad uccidere Reno.

Nessuno, quindi, ha mai pagato per la morte di Reno e Ascoli non dimentica.

 “Gli Ultras 1898, in occasione del 25esimo anniversario della morte di Reno Filippini, invitano tutti i tifosi bianconeri Domenica 13 Ottobre alle ore 13.30 davanti a Food Art, per poi recarsi sulla lapide posizionata sul ponte Rozzi dove verrà depositato un mazzo di fiori a nome dell'intera tifoseria.”
 

In allegato la foto della targa in onore di Reno, una dedica della Curva Sud a tutti gli eroi bianconeri che hanno prematuramente raggiunto il 'paradiso degli Ultras' e la locandina diffusa in città.


di Rocco Bellesi
redazione@vivereascoli.it
 







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