Scovate nelle Marche oltre 35 mila 'case fantasma'. Ad Ascoli oltre 2 mila casi

Case popolari 2' di lettura 09/10/2013 - Scovate nelle Marche oltre 35 mila 'case fantasma', ovvero gli immobili non censiti. Ancona la provincia più 'onesta': solo 554 fabbricati non registrati contro i 3.439 di Pesaro.

Si è conclusa anche nelle Marche l’operazione “case fantasma” che ha portato all'individuazione di ben 35.515 immobili sconosciuti al Catasto della Regione, con l’attribuzione di una maggiore rendita di oltre 16 milioni di euro, e un conseguente maggior gettito ai fini Imu, delle imposte sui redditi (es Irpef) e dell’imposta di registro sui canoni di locazione.

Un controllo svolto in tutta Italia che ha portato alla regolarizzazione di altrettanti immobili. Il tutto é stato possibile grazie all’incrocio di mappe catastali con le immagini aeree dell’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura). E' così che i fabbricati fantasma con tanto di relativi 'furbetti' sono stati individuati. Al totale complessivo di immobili non registrati, ben 35.515, corrispondono rendite catastali accertate per 16.333.265 euro.

Oltre a 28 mila fabbricati, inoltre, è stata attribuita, su spontanea presentazione degli atti di aggiornamento del Catasto da parte degli interessati, una rendita definitiva di circa 12 milioni. I rimanenti 4.224.078 euro equivalgono al valore delle rendite presunte di 7.230 immobili che non erano stati accatastati volontariamente dai proprietari al 30 novembre 2012, giorno in cui si è conclusa l’attività di accertamento.

Il Dl 78/2010 ha infatti previsto, in attesa dell’accatastamento definitivo, l’attribuzione di una rendita presunta agli immobili mai dichiarati e non ancora regolarizzati, associando agli stessi una rendita catastale provvisoria. Per presumere le rendite catastali e associarle ai fabbricati, l’Agenzia delle Entrate si è basata su precisi parametri, acquisiti anche con sopralluoghi esterni agli edifici non in regola.

Sotto i dettagli per territorio provinciale.








Questo è un articolo pubblicato il 09-10-2013 alle 15:41 sul giornale del 10 ottobre 2013 - 1772 letture

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Adesso non venga qualche benpensante a dire che era case degli zingari. Se il dato è esatto non mi stupisco più di quando sento delle oscenità in alcune regioni del mezzogiorno. Come è possibile questo risultato? Personalmente ho dovuto fare, ed ho avuto, i controlli persino la SCIA per dei semplici lavori relativi ad un cambio della porta da semplice a blindata. Qualcuno ha omesso i controlli anche da noi non si spiega diversamente la situazione.




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