Calcio, Ascoli: 'Indescrivibile l'amor che io provo per te...'

07/02/2014 - Soltanto qualche mese fa l'Ascoli Calcio 1898 veniva dichiarata fallita e dopo i rigori di Foggia, Perugia 2000 e l'amara retrocessione di Cittadella, vivevo la mia più grande delusione da quando ho a cuore il bianconero.

Una sensazione non facile da spiegare a chi non frequenta l'ambiente, compresa invece al volo da chi sa cosa voglia dire lottare per un ideale, qualunque esso sia.

L'incubo di buttare al vento cento e più anni di gloriosa storia veniva parzialmente placato da quel senso di liberazione da chi ci aveva costretti a cadere così in basso, ma troppo incerto a dicembre era il futuro.

Eppure noi ci abbiamo sempre creduto. Sempre fieri e a testa alta, sempre schierati in prima fila uniti da quella viscerale passione per i colori sociali, che accomuna vecchi e bambini, indipendentemente da quel che poteva accadere.

E così, per la seconda volta, l'imprenditore italo-canadese Francesco Bellini ha bussato alla porta della società di Corso Vittorio Emanuele e questa volta è riuscito a varcarne la soglia.

Spalleggiato dalla sua consorte e coadiuvato da un tenace team composto da Faraotti, Palatroni, Tosti, Ciccoianni e Lovato, è stato fin da subito considerato il salvatore della patria.

Non nascondo la mia avversità nell'osannare chi ancora non ha dimostrato chissà che cosa ma per una volta faccio uno strappo alla regola e mi lascio entusiasmare dal suo arrivo.

Quella dell'imprenditore farmaceutico è risultata l'unica offerta e la scalata ai vertici dell'Ascoli Calcio è filata liscia come l'olio. Sembra che in molti abbiano richiesto informazioni sull'asta ma probabilmente nessuno se l'è sentita di combattere contro tale colosso.

Il popolo bianconero in questi ultimi mesi ha letteralmente unito le forze e notte e giorno ha lavorato per sorreggere, anche economicamente, la squadra che Costantino Rozzi ha reso grandiosa.

Iniziative, raccolte fondi, cene, aperitivi con la squadra, riunioni, coreografie e chi più ne ha più ne metta, rispondendo sempre 'presente' alle chiamate della tifoseria organizzata.

Pazzesco il colpo d'occhio offerto nei pressi del Palazzo di Giustizia. Un brivido mi correva sulla schiena nel vedere tutta quella gente ammassata, lì presente fin dalle prime ore del mattino, per un unico scopo: la difesa di una fede.

Migliaia di tifosi di diverse età, estrazione sociale e provenienza, con accenti differenti; neonati con la sciarpetta al collo in braccio ai papà, anziani sorretti dal bastone che non sono voluti mancare all'importante appuntamento.

Lo sventolio di bandiere, i fumogeni, il tamburo, i cori, hanno accompagnato una lunga giornata che rimarrà impressa nella mente di molti.

Comprensibile, ma solo parzialmente, l'indignazione dei tanti sconvolti da tutto quel seguito, convinti che per altri motivi risulta invece difficile mobilitare la massa.

Posso essere d'accordo, la crisi è dilagante, il lavoro non c'è, il disagio è sempre in aumento. Forse è proprio per questo che vanno curate e salvaguardate quelle passioni che ci permettono di vivere e di trovare la forza d'andare avanti. Smettere di frequentare lo stadio di sicuro non risolverà la disoccupazione giovanile e bisogna capire che l'Ascoli non è solo una squadra di pallone: è un fatto sociale.

A me, personalmente, ha regalato un sacco di cose: gioie, soddisfazioni, fratellanza vera che ora va al di là del calcio. Tutto ciò non solo va protetto ma è nostro dovere far si che continui ad esistere. L'emozione davanti al tribunale nel cantare saltellando abbracciato ai miei amici beh, la porterò con me per l'eternità.

Se consideriamo anche che il Picchio, in fondo, oltre ad aver reso grande Ascoli Piceno in tutto il mondo, è fonte di guadagno per tante attività locali, ben venga militare al suo fianco.

Non ce ne vogliano i sostenitori delle altre squadre della regione se continueremo ad essere ancora l'indiscussa regina delle Marche...


di Rocco Bellesi
redazione@vivereascoli.it
 




Questo è un editoriale pubblicato il 07-02-2014 alle 16:31 sul giornale del 08 febbraio 2014 - 2442 letture

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