Da Roma si è levato alto il grido delle micro e piccole imprese d'Italia. Confartigianato AP-FM: 'Noi c'eravamo!'

21/02/2014 - L’incertezza uccide e di adempimenti si muore. Non è la trama di un film ma il thriller che vivono ogni giorno milioni di micro e piccole imprese che da sole costituiscono il 95% di tutta l’imprenditorialità italiana.

Si tratta di un asse portante strategico per il Paese, perché costituito da persone innanzitutto e collaboratori leali, laboriosi che vogliono lavorare in Italia e che qui vogliono continuare a dare il loro contributo indispensabile per la crescita e il progresso economico di famiglie e cittadini. Senza le micro e piccole imprese in Italia scomparirebbero in un solo colpo loro l’intero apporto economico pari all’11,9% - peggio dell’effetto delle due recessioni 2008-2009 e 2012-2013; il ‘buco di Pil’ sarebbe equivalente a quanto prodotto dalle economie di Veneto e Trentino Alto Adige messe insieme; il numero dei disoccupati aumenterebbe del 47,3%, e il tasso di disoccupazione passerebbe dal 12,0% al 18,8%.

Mobilitarsi unitariamente era pertanto necessario per ricollocare all’attenzione dell’agenda politica nazionale le istanze del mondo solitamente silenzioso e laboriose delle imprese, così poco inclini a scendere in piazza.

Per Ascoli Piceno e Fermo si è trattato di un’iniziativa alla quale la Confartigianato ha contribuito con l’organizzazione di due pullman e il coinvolgimento di oltre cento imprenditori reali locali che hanno manifestato e gridato il proprio dissenso a politiche sbagliate che mirano più a bloccare piuttosto che a liberare le energie delle imprese.

La presidente interprovinciale Nadia Beani, a margine della mobilitazione ha avuto parole forti per ringraziare i partecipanti “Volevamo starci e dare la possibilità alle imprenditrici ed imprenditori del territorio di essere presenti a Roma. Abbiamo proposto qualcosa di eccezionale e tutti ci hanno chiesto il bis se non verremo ascoltati, convinti che ne saremo ancora di più qualora occorresse. Vivere questa esperienza ci dà la forza e il coraggio per proseguire quel cammino a volte difficile di rappresentanza in maniera ancora più convinta e decisa, forti del sostegno della base. Grazie del vostro impegno e della vostra disponibilità per aver dedicato una giornata lavorativa alla causa che ci siamo prefissati. Difendere l’impresa è difendere l’Italia. Difendere quell’impresa che non cambia sede fiscale, che non delocalizza è dare un contributo serio al futuro. Ma occorre fare in fretta: le nostre imprese sono allo stremo e vogliono lavorare senza tagliole e senza impedimenti, pagando un fisco giusto e relazionandosi con una burocrazia snella”. Presenti, oltre a numerosi dirigenti con la Presidente Beani, anche il Presidente della Cooperativa Artigiana di Garanzia G. Kuferle, Danilo Specchi.

I dati sono allarmanti: nel 2013 nel solo comparto artigianato il saldo delle imprese nella provincia di Ascoli Piceno ha fatto registrare un calo del 2,43% (63° posto tra le province italiane per tasso di crescita) pari ad un saldo negativo di 156 imprese, mentre a Fermo il calo è stato dell’1,59% con 117 imprese che mancano all’appello (29° posto in Italia per tasso di crescita).

 

In allegato alcune foto della manifestazione del 18 febbraio







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 21-02-2014 alle 10:16 sul giornale del 22 febbraio 2014 - 832 letture

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