Ugl: 'Un altro licenziamento alla Pfizer'

2' di lettura 17/07/2014 - Un operaio della Pfizer è stato prima sospeso cautelativamente e poi licenziato per una mancanza; avere infranto il codice interno di procedimento del proprio computer; una mancanza sì, di carattere veniale ma non mortale.

L’emissione di un provvedimento, il massimo provvedimento disciplinare quale il licenziamento, è un dato però che non soltanto fa grande scalpore, ma che rimette in fibrillazione in fabbrica le relazioni sindacali.

A febbraio 2014 è stato firmato un accordo sindacale con la Pfizer che le dava ampia disponibilità a derogare da normative vincolanti; con l'obiettivo atteso di nuova occupazione di 100 unità.

La disponibilità sindacale è stata acquisita, quel progetto deve ancora essere implementato e quindi si rimane in attesa di vedere gli effettivi dati numerali della occupazione aggiunta.

La Pfizer, invece di registrare positivamente la disponibilità del sindacato ad aprire un cammino di proficui rapporti ha approfondito una politica aziendale segnatamente repressiva, calcando sui ritmi di lavoro, sulla poliedricità delle mansioni con iniziative occhiute e punitive, oltre le regole contrattuali, nei confronti dei lavoratori.

Prima il licenziamento dei due lavoratori, accusati di uso improprio della Legge 104/92, ieri il licenziamento di un altro lavoratore per l’accusa di avere infranto il codice interno. Provvedimenti abnormi sotto l’aspetto disciplinare e “cattivi” nei confronti delle persone e della loro dignità.

La UGL non mette in discussione il diritto dell’azienda a richiamare i lavoratori ad un uso corretto delle disposizioni; quello che sconvolge è la deriva “punitiva“ della Pfizer, considerato che le contestazioni ai lavoratori, ove accertate, non sono nella casistica di provvedimenti disciplinari estremi e risolutivi come il licenziamento.

Ieri la RSU interna ha proclamato due ore di sciopero; una risposta di solidarietà al lavoratore licenziato ed un segnale all’azienda a riconsiderare il suo atteggiamento.

La UGL è fortemente sconcertata da questa raffica di provvedimenti abnormi della Multinazionale Americana; lo stabilimento di Ascoli Piceno, ed è opportuno sottolinearlo, è fiore all’occhiello e così riconosciuto nella griglia degli stabilimenti Pfizer in Europa. C’è da dire che quando la Pfizer ha spostato la produzione di prodotti dall’Irlanda, lo stabilimento di Ascoli Piceno è stato preferito a quello di Friburgo perché ha costi più bassi e professionalità di eccellenza; tutto ciò sicuramente per le capacità professionali e lavorative delle maestranze di Ascoli Piceno.

La UGL chiederà immediatamente l’apertura di un Tavolo Istituzionale per una verifica delle attuali relazioni industriali.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-07-2014 alle 12:00 sul giornale del 18 luglio 2014 - 2583 letture

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