Vivere Picchio: come innamorarsi dell'Ascoli a 300 km di distanza. Intervista a Iuri Nincheri

7' di lettura 28/08/2014 - Non c’è cosa più bella, per un tifoso, che poter seguire da vicino le gesta della propria squadra del cuore. Non tutti però, purtroppo, godono di questa fortuna. E’ il caso del 34enne Iuri Nincheri, che come molti sostenitori bianconeri, è costretto a combattere contro quel maledetto nemico che è la distanza.

La particolarità è che Iuri, a differenza di quasi tutti gli altri, ha poco a che fare con il Piceno, essendo un toscano doc di Montemurlo, in provincia di Prato! Una passione, quindi, nata e maturata da lontano, tanto forte da spingerlo a redigere la sua tesi di laurea sul Picchio.

Iuri, a questo punto siamo curiosi di scoprire com’è nato il tuo amore nei confronti dei colori bianconeri... E io vi accontento subito! Anche se adesso vi farò sorridere… dovete sapere che il mio interesse verso il calcio è stato precoce: già a tre anni ero attirato dal pallone e tifavo per un’altra squadra bianconera, quella di Torino, che, come ricorderete, nella prima giornata del campionato 1983-84 ci sconfisse 7 a 0… Ripeto, ora riderete, ma io, da sempre contrario allo strapotere dei più forti, fui talmente dispiaciuto di questo risultato “eccessivo” che da quel momento decisi di sostenere i bianconeri del Picchio! (ora ovviamente se vinciamo con un tale punteggio godo come un matto!) Successivamente, più grandicello, seguivo in tv il Presidentissimo Rozzi e mi trovavo pienamente in accordo con le sue idee, quelle per un calcio più equo dove non siano sempre i soliti a vincere. E da ultimo vorrei parlare di alcune coincidenze che ci sono tra me e l’Ascoli: dovete sapere che la mia data di nascita (17 dicembre) corrisponde, stando ai libri di storia, alla data di annessione della città picena al Regno d’Italia nel 1860; purtroppo quella data corrisponde anche al fallimento, ma dobbiamo dire che quel giorno è avvenuta anche la nostra liberazione dalla vecchia società e la conseguente rinascita, quindi in fin dei conti non si tratta di una cosa del tutto negativa… Naturalmente io non festeggio più il compleanno poiché il giorno dopo ci ha lasciati il Presidentissimo. Come avete anticipato, io cerco di mettere l’Ascoli in ogni momento della vita, anche nella tesi di laurea in geografia culturale, nella quale si parlava delle squadre come veicoli di attaccamento ai propri territori di appartenenza. Un sogno realizzato!

Cosa si prova nel non poter seguire in prima persona le vicende legate al Picchio? Una sottile, continua, disperazione, credetemi! Non riesci a stare dietro a tutto ciò che accade, conosci poco i tuoi eroi, difficilmente puoi partecipare alle iniziative come la festa che avete fatto domenica scorsa (mi sto ancora mangiando le mani)… ma forse proprio per questo l’amore verso i nostri colori si rafforza, e le vittorie sono godute maggiormente, quasi ostentate nei confronti di chi, da queste parti, sostiene altre squadre più abituate a vincere.

In quale maniera riesci a mantenere vivo il legame con l’Ascoli, ad oltre 300 km di distanza? Per fortuna abitano qui vicino a me due ragazzi della mia età che sono altrettanto maniaci del Picchio! Uno di loro è toscano doc come me, fra l’altro. Vedendomi con loro appena possibile, posso sciorinare la mia passione senza remore! Poi seguo i portali web dedicati al Picchio, come il vostro (grazie di esistere!) e seguo le radiocronache in streaming, anche se non è la stessa cosa che essere nel Piceno… Infine come vedete nella foto, conservo un piccolo museo di cimeli bianconeri che mi aiuta a non sentire la distanza! La cosa che mi manca di più è quella di poter venire più spesso in Ascoli ma per vari motivi è difficile da realizzare…

Tre personaggi, legati al mondo bianconero, che più degli altri hanno lasciato in te qualcosa di indelebile e perché … Primo di tutti Costantino Rozzi, il Presidentissimo, una grande e onesta persona che non ha bisogno di altre parole. Se non c’era lui, con le sue idee e la sua capacità di trascinarti dietro al Picchio, forse a quest’ora (anche a causa della lontananza) non so se la mia passione sarebbe stata ancora tale… peccato non averlo potuto conoscere di persona… ma ho tutti i libri che sono statti scritti su di lui. Al secondo posto metterei Carlo Mazzone, il nostro mister per antonomasia, un uomo altrettanto valido e perbene che in coppia col Presidente ci ha regalato momenti indimenticabili. Come terzo metto un calciatore, Oliver Bierhoff, perché nel periodo in cui cominciai a seguire il Picchio più assiduamente segnava valanghe di gol e che poi è diventato famoso anche nella sua nazionale! Ma ci sarebbero tanti altri giocatori che mi hanno fatto emozionare, alcuni dei quali visti dal vivo! Se li citassi tutti… per oggi non avreste più spazio per altre notizie…

Prima Benigni, ora Bellini. Come hai vissuto da lontano il fallimento e poi l’arrivo dell’imprenditore farmaceutico? Essendo lontano dall’ambiente non ho avuto modo di approfondire le cause che hanno portato a quello che sappiamo… nei primi anni di Benigni alla guida del Picchio ero molto felice di avere un presidente con questo nome e cognome, omonimo di un mio illustre concittadino attore da Oscar! Successivamente ci sono rimasto male per l’aria di tensione che si respirava tra i tifosi e la dirigenza e per come è finita… ero veramente preoccupato per le sorti della mia amata società sportiva, per fortuna abbiamo voltato pagina alla grande! Appena ho saputo chi era il nuovo presidente mi sono subito messo sul web per cercare sue notizie… ho visto un curriculum di tutto rispetto, mi sembra una persona seria e interessata veramente alle sorti della squadra… e perciò gli dico grazie per aver fatto continuare la nostra bella favola!!!

Un girone, quello di quest’anno, che prevede molte trasferte in terra toscana. Finalmente l’Ascoli giocherà nella tua terra… Finalmente davvero!!! Mai come quest’anno lo potrò seguire con assiduità, spero di portare sempre la bandiera bianconera nelle varie città della mia regione, e che abbia sempre la stessa soddisfazione che ho avuto quando il Picchio è volato qui, nella mia città, lo scorso anno… che emozione!!! E poi le foto con alcuni calciatori, dirigenti… bellissimo!

Quali impressioni ti sei fatto del nuovo Ascoli di mister Petrone? Mi sembra una squadra molto concreta, che ha voglia di far bene, micidiale in attacco e con degli elementi interessanti… per i gol segnati, uno tra tutti, Addae, mi è già entrato nel cuore, ma anche gli altri che avrò modo di ammirare di persona nel corso di questa stagione mi fanno già sognare!

Una tifoseria, quella ascolana, che da sempre rappresenta il dodicesimo uomo in campo. Come la descriveresti a chi non la conosce? Intanto descriverei il loro attaccamento alla squadra sempre e comunque, al di là del risultato, e la loro passione che non ha riscontro da nessuna altra parte… è una tifoseria che fa invidia a tutti, sarebbe una perfetta cornice di pubblico per una gara di Champions… e se le mie parole non bastano da sole per “vincere la causa” consiglierei chi non la conosce di vedere qualche filmato sul web per rendersi conto di “chi noi siamo”!

Saluta i tifosi del Picchio… Quest’anno ci aspettano molte soddisfazioni, voi siete già magnifici e non ho bisogno di incitare il vostro calore che da sempre accompagna le gesta dell’Ascoli… dico solo che per onorare noi tifosi lontani dovete venire in massa in Toscana per spingere il Picchio alla vittoria e renderci orgogliosi di voi! Ciao a tutti e… Avanti Picchio!!!



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di Rocco Bellesi
redazione@vivereascoli.it
 







Questa è un'intervista pubblicata il 28-08-2014 alle 17:39 sul giornale del 30 agosto 2014 - 3145 letture

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