Chiusura Prysmian, Ugl: ''Stanno saccheggiando territorio e occupazione''

2' di lettura 02/03/2015 - Quello della Prysmian è l'ennesimo dramma che affligge i lavoratori del Piceno, l'ennesima azienda che chiude a causa della crisi, portando con sè i suoi dipendenti.

Una chiusura che è arrivata come un fulmine a ciel sereno e che ha sconvolto le vite degli operai del sito di Ascoli Piceno. Venerdì 27 febbraio, fuori dal palazzo di Confindustria ad Ascoli, ci sono stati momenti di tensione, in cui alcuni manifestanti hanno urlato tutta la loro rabbia ai dirigenti Prysmian, responsabili della chiusura.

Nelle ultime ore sarebbero trapelate voci che vorrebbero un'apertura per un possibile ricollocamento, non solo del sito ma anche dei lavoratori, nelle altre filiali Prysmian. Nonostante gli incentivi, previsti per coloro che abbracceranno questa decisione, rimangono molte perplessità sulla fattibilità della cosa.

Risulterebbe molto difficile, per la grande maggioranza dei dipendenti, trasferirsi a Caserta o a Bari, gli altri due siti Prysmian in Italia, anche considerando che una scelta di questo tipo ricadrebbe inevitabilmente anche sulle loro famiglie, con tutte le difficoltà che ciò comporterebbe.

Ugl ha fatto sentire la sua voce con una sua nota: ''Ci stanno saccheggiando territorio ed occupazione, passandoci brutalmente sopra la testa e scippando il futuro di uomini donne e famiglie - dichiara l'Unione Generale del Lavoro - Abbiamo il corpo sociale della comunità ferito terribilmente, ma non siamo piegati. La Prysmian sarà la battaglia del Piave; un orgoglio forte e solidale; alzeremo barricate, pacifiche, ma piene di volontà, di genuina passione sociale e necessità di riscatto. La Prysmian indigna maggiormente tutti. La sua decisione a freddo, brutale, di chiuderla e spostare macchinari e produzione in altri siti è uno schiaffo insopportabile a lavoratori famiglie e territorio. Non gli porgeremo l’altra guancia, ma reagiremo, come nel Vecchio Testamento, occhio per occhio dente per dente. Mobilitazione permanente, Prefetto, MISE ,chiediamo atti immediati, tempi stretti, per far recedere la Prysmian dalla chiusura dello stabilimento di Ascoli Piceno. Ma è tempo, anzi riteniamo che sia già passato, fare una grande operazione di verità con le Istituzioni, con l’Associazione Industriali e con le forze politiche. Vi chiediamo: vi siete mai accorti che questa drammatica desertificazione industriale in atto ha anche il seme nel Vostro ventre molle che significa assenza, debolezza, pavidità! Non avete colto ed affrontato gli snodi centrali del divenire economico del territorio cercando solo altrove le colpe. Produzione, lavoro ed occupazione sono le parole d’ordine che corrono da persona a persona; saranno assordanti finché la Prysmian non ci comunicherà che ha rivisto, cancellato, strappato il piano di chiusura dello stabilimento di Ascoli Piceno. Le Istituzioni, le forze politiche, già in zona Cesarini di credibilità, ritrovino un sussulto di dignità e si schierino radicalmente''.


di Gabriele Ferretti
redazione@vivereascoli.it
 







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-03-2015 alle 12:03 sul giornale del 03 marzo 2015 - 1349 letture

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