Donne e infortuni sul lavoro: le statistiche di Cgil, Cisl e Uil

Cgil Cisl Uil 10' di lettura 06/03/2015 - In occasione dell’8 Marzo, anche quest’anno il Dipartimento Sicurezza sul Lavoro di CGIL CISL UIL di Ascoli Piceno analizza i dati degli infortuni e delle malattie professionali delle donne al fine di favorire una riflessione sulle condizioni della donna nel mondo del lavoro.

I dati sono ufficiali sono INAIL (nostre elaborazioni) riferiti all’anno 2013 poiché l’Istituto per il 2014 non ha ancora pubblicato i relativi andamenti.

In Italia le donne rappresentano il 52% della popolazione in età lavorativa e il 42% del totale occupati.

In aumento il numero delle lavoratrici (sono circa 10 milioni) per l’incremento delle lavoratrici straniere (+8%), e delle ultracinquantenni trattenute al lavoro dalla riforma delle pensioni (+7%) oltre a tutte le donne che sono state spinte ad entrare nel mercato del lavoro dal calo dei redditi maschili in questo periodo di crisi.

Nonostante ciò in Italia la quota di donne occupate sulla popolazione è inferiore alla media Ue (47,1% contro 58,6%).

L’andamento infortunistico Anno 2013

In Italia, nel 2013, sono stati 206.528 gli infortuni in “rosa”, pari a un terzo del totale 694.648. Il calo infortunistico complessivo (-6.81% rispetto al 2012) ha interessato tutti i lavoratori.

Nello stesso anno, tra le donne, si sono verificati 69 casi mortali, pari al 7,8% del totale (660).

Gli infortuni in itinere (percorso casa-lavoro) sono stati maggiori per le donne (21% contro 11% degli uomini), arrivando addirittura al 45,95% contro 24,72% per gli infortuni mortali.

Questo probabilmente perché le donne sono principalmente occupate (per oltre il 50%) in attività domestiche, sanità, servizi sociali e amministrazione pubblica, attività meno pericolose ma più soggette a spostamenti casa-lavoro.

Ovviamente il calo degli infortuni risente della forte crisi economico produttiva in atto nel Paese in questi ultimi anni. Calo maggiore nei settori dove sono più concentrate le donne.

È infatti nelle attività dei servizi (lavoro pubblico incluso) che si concentra la maggiore parte di infortuni femminili (84% contro il 45% dei maschi).

Tra i settori di attività economica a maggiore incidenza infortunistica femminile, il primo posto spetta al lavoro domestico (80%), seguito dalla sanità e servizi sociali (70%) e dal confezionamento di articoli di abbigliamento (70%).

Nei settori più rischiosi dell'industria, l’incidenza infortunistica femminile scende addirittura al 2,4% nelle costruzioni e al 2,9% nella metallurgia.

Per gli infortuni dei dipendenti statali si registra invece una prevalente incidenza infortunistica femminile (73,6%), imputabile alla maggiore presenza delle donne nelle Amministrazioni Pubbliche.

La classe d’età 35-49 è la più colpita in valore assoluto (sono il 44% di tutti gli infortuni al femminile).

Gli infortuni femminili sono percentualmente più numerosi al Nord (60%), seguito dal Centro (22%) e dal Mezzogiorno (18%); percentuali analoghe per i casi mortali.

Nel 2013 sono stati oltre 28.000 gli infortuni sul lavoro che hanno interessato le lavoratrici straniere, pari al 13% del totale delle donne infortunate: le più colpite sono state le lavoratrici romene, le marocchine e le albanesi.

Cause e circostanze degli infortuni

La lesione maggiormente interessata dagli infortuni indennizzati resta la mano poi la colonna vertebrale, la caviglia e il ginocchio.

Le lesioni più rilevanti risultano, come per gli uomini, contusione e lussazione, ma questa volta con pesi relativi maggiori per le donne.

Da segnalare infine che la caduta rappresenta la prima causa d’infortunio per le donne e la seconda per gli uomini.

Il fenomeno nelle scuole

Nel 2013 si sono registrati in Italia oltre 13mila infortuni che hanno coinvolto gli insegnanti e maestri delle scuole pubbliche e private; ben l’88% dei casi ha riguardato il genere femminile. Tra gli studenti delle scuole pubbliche e private il 44% degli oltre 92mila infortuni occorsi ha interessato le studentesse.

Malattie professionali e il confronto di genere

Nel 2013 sono state quasi 14.459 le denunce di malattia professionale da parte di lavoratrici donne. Fenomeno in crescita nell’ultimo quinquennio (nel 2007 erano il 25,9% le denunce femminili di tecnopatia).

Le malattie professionali sono in crescita dal 2011, nel 2012 si è registrata una battuta d’arresto (-1,5% passando da 46.797 del 2011 a 46.111 del 2012 per entrambi i sessi). Mentre sono tornate a crescere nel 2013: 51.389

Il confronto di genere sul tipo di malattia rivela che anche nel 2013, per entrambi i sessi, a colpire i lavoratori sono soprattutto le malattie osteo-articolari e muscolo tendinee, ma con una differenza ben marcata tra uomini e donne: se tali patologie rappresentano il 61% delle denunce maschili, questa percentuale è quasi dell’87% per le donne.

In particolare, la sindrome del tunnel carpale viene denunciata più dalle donne che dagli uomini.

Per le donne risultano molto contenute (numericamente 2-300 casi per ogni tipologia) le segnalazioni di ipoacusie, patologie respiratorie, tumori e malattie cutanee.

Le quasi 15mila denunce femminili di malattia professionale del 2013, pur concentrandosi, come per gli uomini, nell’Industria e servizi (in misura del 76,0% del loro totale, contro l’84,9% dei maschi), hanno fatto registrare una maggiore incidenza nell’Agricoltura e nello Stato.

I dati evidenziano come la crisi incida fortemente nel calo degli infortuni – lo riconosce anche l’INAIL – anche se occorre evidenziare come con l’entrata in vigore del decreto legislativo n.81/2008 tante attività di informazione e formazione si sono fatte nei confronti dei lavoratori delle piccole e micro imprese , ossatura della nostra economia, che prima forse sfuggivano a questi obblighi.

A nostro avviso queste attività sono importanti e vanno implementate anche attraverso una maggiore conoscenza delle opportunità offerte dal sistema “premiale”.

Vanno altresì implementati i controlli con una visione preventiva e non repressiva.

Su questo argomento è nota la posizione di Cgil Cisl Uil contrarie all’Agenzia Unica delle Ispezioni che dovrebbe partire dal 2016.

Risulta infine, per la nostra zona, importante una corretta applicazione dei contenuti del Protocollo sulla sicurezza sul lavoro sottoscritto con l’Area Vasta n.5 nel mese di dicembre 2014 al fine di una maggiore tutela delle lavoratrici.

Ascoli Piceno 4/03/2015 Dipartimento Sicurezza sul Lavoro CGIL CISL UIL Ascoli Piceno

INFORTUNI DONNE

TOTALE REGIONE MARCHE UOMINI E DONNE

Settore

Anno 2012

Anno 2013

%

Industria e servizi

17608

15041

-14.58

Agricoltura

1960

1793

-8.52

Stato

787

693

-11.94

Totale

20355

17887

-12.12

REGIONE MARCHE DONNE

Settore

Anno 2012

Anno 2013

%

Industria e servizi

5478

4934

-9.93

Agricoltura

523

537

+2.68

Stato

587

528

-10.5

Totale

6588

5999

-8.94

PROVINCIA ASCOLI PICENO DONNE

Settore

Anno 2012

Anno 2013

%

Industria e servizi

673

614

-8.27

Agricoltura

186

183

-1.61

Stato

86

62

-28.0

Totale

945

859

-9.10

INFORTUNI MORTALI DONNE

Provincia Marche

Settore

Anno 2012

Anno 2013

Industria e servizi

2

2

TOTALE

2

2

PROVINCIA ASCOLI PICENO

Settore

Anno 2012

Anno 2013

Industria e servizi

1

0

TOTALE

1

0

PROVINCIA FERMO

Settore

Anno 2012

Anno 2013

Industria e servizi

2

1

TOTALE

2

1

MALATTIE PROFESSIONALI UOMINI E DONNE

Anno 2012

Anno 2013

%

Marche

3508

4262

+24.49

Totale centro Italia

12729

14459

+14

MALATTIE PROFESSIONALI DONNE

Anno 2012

Anno 2013

%

Marche

1448

1641

+13.33

Totale Italia

13794

14929

+8.23

REGIONE MARCHE

Provincia

Anno 2012

Anno 2013

%

Ancona

221

277

+25.34

Ascoli Piceno

430

424

-1.40

Fermo

226

324

+43.36

Macerata

325

330

+1.54

Pesaro Urbino

246

286

+16.26

TOTALE

1448

1641

+13.33

REGIONE MARCHE DONNE SETTORI

Settore

Anno 2012

Anno 2013

%

Industria e servizi

1094

1208

+10.42

Agricoltura

329

392

+19.15

Stato

25

41

+64

Totale

1448

1641

+13.33

PROVINCIA DI ASCOLI PICENO DONNE

Settore

Anno 2012

Anno 2013

%

Industria e servizi

263

269

+2.28

Agricoltura

156

146

-6.41

Stato

11

9

-18.18

Totale

430

424

-1.40


da Dipartimento Sicurezza Cgil Cisl Uil di Ascoli Piceno





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-03-2015 alle 14:47 sul giornale del 07 marzo 2015 - 754 letture

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