Vivere a 4 Zampe: caro farmaci. Quando curare gli animali diventa un privilegio

Vivere a 4 Zampe, veterinari 2' di lettura 21/03/2015 - Tutelare gli animali dovrebbe essere alla portata di tutti, anche delle famiglie maggiormente colpite dalla crisi economica. Ecco il motivo che ha portato l'Enpa, l'Ente Nazionale per la Protezione degli Animali, a lanciare una petizione contro i costi off limits dei farmaci veterinari.

La situazione è questa: una normativa vieta ai medici veterinari di prescrivere ai loro pazienti farmaci per uso umano, se sono disponibili medicinali veterinari. Inoltre è stato calcolato che da un medicinale generico ad uno 'griffato' è possibile registrare incrementi percentuali a tripla cifra.

"E’ il caso, ad esempio, della terapia antiepilettica con fenobarbitale - spiega l'associazione sul sito www.enpa.it - che passa dai 5 euro della versione per l’uomo ai 40 di quella veterinaria. Lo stesso accade con la ranitidina (gastroprotettore per ulcera) - da 8,59 a 16 euro – e con le cefalosporine (un potente battericida) il cui prezzo lievita dai 3,9 a 27,5 euro. Naturalmente si tratta di costi relativi alla singola confezione e non all’intera durata della terapia, che per una famiglia a medio reddito può diventare insostenibile se dovesse essere prolungata nel tempo o addirittura per l'intera vita del pet".

"Naturalmente, condividiamo la necessità di garantire maggiore sicurezza ai pazienti animali, ma non comprendiamo il motivo per cui nel nostro Paese i farmaci veterinari abbiano costi così esorbitanti, che riteniamo ingiustificati", spiega l'Enpa. "Le istituzioni e le aziende del settore devono andare incontro alle necessità degli animali e dei loro proprietari. Noi stessi, nella gestione dei nostri rifugi, dove ci prendiamo cura di migliaia di cani e gatti, ci vediamo colpiti da questa stangata insostenibile". Insomma, l'emergenza c'è ed è seria "Ogni giorno riceviamo numerosissime richieste d'aiuto di persone non più in grado di curare il loro compagno".

La petizione rivolta al Ministero della Salute e promossa sulla piattaforma Change.org ha già superato le 60.000 adesioni (75.000 è il traguardo da raggiungere). Un cambiamento in questo senso è quanto mai doveroso in un Paese che si dice a favore della tutela del benessere degli animali e in cui curare gli animali è considerato (fortunatamente) un diritto-dovere.

Chiunque può apporre una firma cliccando QUI.


di Arianna Baccani
redazione@viverecivitanova.it







Questo è un articolo pubblicato il 21-03-2015 alle 16:05 sul giornale del 23 marzo 2015 - 1193 letture

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Questa è incredibile: e le persone che sono 30 mesi che hanno smesso le cure a pagamento perchè prima devi morire affinchè il servizio sanitario nazionale te le prescriva in nota di esenzione? (causa i famosi tagli dietro i quali si nascondono tutti i somari di questa italietta di ladri di polli)
Ma per piacere, gli animali li volete, ve li mantenete. (punto)
At salut.

Salve befanibus,
non commento le sue esternazioni per quanto potrebbero essere giuste o meno, in quanto sono sicuramente fuori luogo. Questa è una rubrica dedicata agli animali e agli amanti degli animali, se vuole commentare ingiustizie o disagi sociali la invito a leggere la nostra rubrica "Vivere il Sociale" dove parliamo di disagi e discriminazioni che troviamo, purtroppo, nella quotidianità.
Certo che il mondo è pieno di casi da Lei indicati, ciò non toglie che si possa e si debba parlare anche di altro, in questo caso di animali. A presto.

La salut.
:)