Tassa di bonfica, Celani: ' I cittadini chiedono trasparenza'

2' di lettura 24/07/2015 - E’ uno spaccato dell’Italia di oggi. La tassa di Bonifica sono anni (troppi decisamente) che vive, anzi, sopravvive, trascinandosi di tribunale in tribunale, di commissioni tributarie in commissioni tributarie. Vive, anzi sopravvive, di leggi e normative, nazionali e regionali.

Ma nessuno, finora, è riuscito a staccare, definitivamente, la spina di questo che ormai è un caso di accanimento terapeutico da parte di una burocrazia testarda verso cittadini esasperati, e gli agricoltori in particolare. Quali sono i benefici che il consorzio di bonifica delle Marche ha trasferito negli ultimi anni al territorio regionale e Piceno? Quali sono i miglioramenti e gli investimenti fatti nel territorio, e quante risorse sono state investite? O è semplicemente una tassa dovuta e basta, o peggio ancora serve per ripianare qualche debito pregresso?? Il cittadino vuole trasparenza, e chiede modalità e criteri di calcolo della tassa, così come previsto all’art. 6 comma 2 della Legge Regionale 17/06/2013 n. 13, dove viene indicato che il contribuente deve sapere quale investimento è stato fatto e quale beneficio lui ha tratto.

Perchè il contribuente deve farsi carico anche dei costi di gestione dell’ente, quando una volta chiuso la Regione potrebbe affidare le funzioni, a costo zero, ad un ente di area vasta come la Provincia, perché anche con quel poco che resta, ha comunque una sua struttura tecnico – amministrativa? Perché negli anni il consorzio di bonifica mon si è adoperato per attivare forme di finanziamento al di fuori da quella assicurata dai contribuenti, magari anche attraverso lapartecipazione a bandi europei eo statali alleggerendo gli oneri dei nostri agricoltori e artigiani? Le tasse in Italia sembra che vivano di vita propria. Sono indistruttibili. Sopra legem ed eterne. Per quanto mi riguarda seguirò attentamente il caso in Consiglio regionale e in sede di 2^ commissione regionale che si occupa anche di agricoltura.

Mi aggiungo quindi al coro di quanti sostengono che sia un assurdo pagare questa tassa anche perché non ha senso parlare di ripresa economica se poi i territori soffocano sotto il peso di una fiscalità onerosa, forse non dovuta, e una burocrazia a volte vessatoria e paralizzante.


da Piero Celani
presidente Provincia Ascoli Piceno






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-07-2015 alle 14:16 sul giornale del 25 luglio 2015 - 1173 letture

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Il consorzio di bonifica esiste e bisogna pagare la "tassa" anche per il suo mantenimento perché la casta politica è fatta di tanti personaggi. Ci sono quelli di prima, seconda e terza fila ma tutti devono qualcosa su cui fare qualcosa per giustificare i propri rimborsi e indennità.
Possono essere gestite le bonifiche da un unico funzionario o dirigente regionale certo ma cosi ci sono meno posti per la casta.
Ma .. CELANI non è quel politico di lunga durata che dalla DC e passato a FORZA ITALIA ed è stato anche consigliere regionale? E allora perché non ha proposto una legge regionale per la chiusura dei consorzi di bonifica con accentramento del servizio direttamente a livello di ente regionale?