Chiesa di San Venanzio, Italia Nostra: 'Scritte indecenti sul basamento del Tempio Ionico'

2' di lettura 09/03/2016 - Prosegue con virulenta determinazione l’opera nefasta degli imbrattatori di professione che sfogano la loro crisi psicologica ripetendo su ogni spazio libero delle mura della città la sigla che li individua. Niente li trattiene da questa insana abitudine.

Nel caso del prestigioso Tempio di San Venanzio il responsabile dei graffiti non si è limitato a indicare la propria sigla di individuazione, ma ha voluto sporcare il monumento con immagini e frasi indecenti, arrecando un danno enorme al Tempio e all’immagine della città.

In questo caso l’atto riprovevole si sostanzia, a nostro parere, in un vero e proprio reato , tenendo conto del fatto che il Tempio di San Venanzio è incluso nell’elenco dei Beni Culturali tutelati ai sensi del D.L. 42/2004 e s.m.i. “ Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio” del 22 gennaio 2004. Questo atto, infatti, si sostanzia, a nostro parere, nella fattispecie dell’uso illecito del Bene, di cui all’art. 170 del ridetto Codice dei Beni Culturali, che prevede la punizione” con l’arresto da sei mesi ad un anno e con l’ammenda da euro 775 a euro 38,734,50 a carico di chiunque destina i beni culturali indicati nell’art 10 ad uso incompatibile con il loro carattere storico od artistico pregiudizievole per la loro conservazione o integrità”.

E’ augurabile che l’impianto di video sorveglianza sistemato proprio in corrispondenza del Tempio di San Venanzio consenta l’individuazione del responsabile della riprovevole ed indecente scritta, in modo da permettere di adottare nei suoi confronti i provvedimenti sanzionatori di cui al sunnominato articolo.

Nel caso l’impianto non consentisse l’individuazione del responsabile dell’atto in quanto disattivato o non in funzione, si invita chi di competenza a provvedere a riattivarne il funzionamento per evitare che altri possano ripetere atti inconsulti e riprovevoli come quelli da non segnalati.

Nel frattempo si dovrà con l’urgenza che il caso richiede provvedere a cancellare l’immagine e la scritta indecente, per evitare che i tanti turisti che visitano questo prestigioso monumento cittadino serbino un ricordo negativo della nostra città , nella convinzione che la stessa sia abitata da persone incolte, volgari e maleducate.


da Italia Nostra sez. di Ascoli Piceno







Questo è un articolo pubblicato il 09-03-2016 alle 07:28 sul giornale del 10 marzo 2016 - 1358 letture

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