Festa di Santa Barbara, cerimonia anticipata dei vigili del fuoco ad Arquata del Tronto

4' di lettura 02/12/2016 - Con i vigili del fuoco di Ancona e delle Marche in generale impegnati nel terremoto e con una domenica dedicata al referendum, la festa di Santa Barbara viene anticipata di un giorno in una cerimonia unica a carattere regionale che si terrà ad Arquata del Tronto.

Sarà anche l'occasione per il pompiere più vecchio d'Italia, Ugo Bonessio, oggi Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco delle Marche (dopo la direzione del Molise e il comando di Napoli), per congedarsi dal corpo. Venerdì pomeriggio è stata l'occasione per il soccorritore 65enne per presentare i dati degli interventi degli ultimi dodici mesi. I circa 1100 operatori (di cui un centinaio sono anche funzionari) dislocati nelle 22 stazioni regionali che agiscono nell'ordine di 200 unità a turno si è occupato principalmente di due tipologie di interventi: il soccorso tecnico urgente (che costituisce il 70% dell'attività) - che, con l'aiuto di unità cinofile, sommozzatori e strumenti utili alla geolocalizzazione ha portato a controlli relativi ai rischi chimici, biologici, nucleari e radiologici) e la prevenzione incendi (scesa negli ultimi anni al 30% grazie alla preferenza del cemento come materiale di costruzione, all'attenzione dei cittadini e al metodo di soccorso che prevede l'aggressione diretta dell'origine delle fiamme). Escluso il sisma sono stati circa 23.000 gli interventi effettuati nell'ultimo anno (in media uno ogni 20 minuti) e sono state concluse circa 6.000 pratiche d'incendio. Una particolare criticità in crescita è costituita dagli anziani che uscendo per cercare asparagi, funghi o tartufi, si perdono e non riescono a ritrovare la strada di casa.

Ma a colpire la comunità regionale e la sensibilità nazionale è stato il sisma del 24 agosto. Se in un primo momento si poteva pensare che le Marche fossero una regione colpita solo marginalmente con quei cinquantuno morti (e oltre duecento soccorsi), contro gli oltre duecento della sola Amatrice, con la scossa maggiore del 26 ottobre si è evidenziato il più grande cratere sismico mai generatosi in Italia che ha coinvolto nel modo più vasto proprio la regione plurale, provocando danni di ogni tipo in 122 comuni (e generando 299 zone rosse) nelle quattro province di Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno. Uno sciame sismico, quello intorno al Monte Vettore, che ha messo a dura prova l'intero corpo nazionale. Dopo il recupero dei vivi e poi di quello delle salme, dopo il salvataggio dei beni di prima necessità e la costruzione dei campi base, si sarebbe dovuti passare alle verifiche.

Ma proprio mentre queste erano in corso e il peggio sembrava passato ecco la terra tremare di nuovo, ancora più forte. Non un paese, ma mezzo Appennino scomparso, almeno nella sua componente artificiale. Tra la paura di nuove scosse e il passaggio all'ora legale, l'assenza di vittime, anche tra i vigili del fuoco - che di lì a qualche minuto avrebbero dovuto svolgere le loro attività di verifica sugli edifici - questa volta fa gridare al miracolo, ma i cento giorni necessari secondo Bonessio alla messa in sicurezza delle aree sono destinati a prolungarsi per un tempo indefinito in cui non è ancora possibile immaginare delle soluzioni. L'unica soluzione temporanea possibile è stata quella di organizzarsi con le UCL, unità di comando locale, ovvero dei furgoni (una 30ina) con un tavolino e un operatore a cui tutti i cittadini possono rivolgersi con qualsiasi richiesta personale.

Nel momento di massimo rinforzo intanto, i 200 operatori a turno sono dovuti salire a oltre 750, mentre nel resto d'Italia cominciava a verificarsi l''altro grande disastro: le alluvioni. A giovedì sera alle 20.00 gli interventi per il terremoto nelle Marche sono stati 48.609 (nell'ordine di 1.000 al giorno), ovvero il doppio di quelli realizzati tutti insieme nelle altre tre regioni coinvolte. Non sapendo quando finirà questo dramma, in conclusione il direttore invita a pregare: "Noi siamo i professionisti del soccorso. Santa Barbara deve essere un momento di riflessione e presa di coscienza sul nostro ruolo, oltre che un giorno di festa".


di Enrico Fede
redazione@vivereancona.it

 







Questo è un articolo pubblicato il 02-12-2016 alle 17:27 sul giornale del 03 dicembre 2016 - 786 letture

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