Ugl: "Zona franca per il cratere di Ascoli Piceno"

Terremoto 01/02/2017 - Per ridare una spinta propulsiva al Piceno, rimettere in moto il sistema economico delle piccole e medie Imprese e riattivare l’occupazione non servono operazioni di cosmetica ma interventi radicali.

Un’area in crisi industriale complessa, messa in ginocchio drammaticamente dal terremoto e plasticamente piegata da eventi atmosferici, ha bisogno di strappi straordinari per ripartire. La istituzione di una Zona Franca nel cratere è certamente obiettivo condivisibile ed assolutamente necessario, uno shock economico salutare; rientra nel novero degli interventi straordinari, unici veramente, che con la loro radicalità possono rompere la brutta deriva economica in atto.

La leva fiscale la riappropriazione produttiva del territorio sono il mantra della rivitalizzazione economico e sociale. L’establishement politicamente corretto sorride con sufficienza e bolla come demagogia populista indicazioni radicali di rottura con l’esistente. I lavoratori stanno pagando un conto insopportabile in termine di occupazione e di decremento del salario; le Imprese sono al nastro di partenza con il 30% di maggiori costi rispetto alle imprese tedesche per il solo riferimento/aggancio Euro/Bund tedesco. Urgono interventi sul territorio di straordinaria importanza, azionando leve fiscali che rompano una perniciosa cristallizzazione economica e sociale. La istituzione di un Zona Franca nel cratere appartiene sicuramente a queste categorie di intervento.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-02-2017 alle 12:45 sul giornale del 02 febbraio 2017 - 3686 letture

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