Il sistema idrico nazionale “fa acqua da tutte le parti”, Ascoli Piceno disperde il 25,7%

09/04/2017 - A rivelarlo è l’Istituto Nazionale di Statistica che, in occasione della giornata mondiale dell’Acqua, scatta una fotografia dello stato di salute delle reti di distribuzione nei 116 comuni capoluogo di provincia, dove risiede circa il 30% della popolazione italiana pari a 18 milioni di cittadini.

Fotografia che mostra una situazione piuttosto “precaria” se si pensa che nel 2015 dei 2,64 miliardi di m3 immessi nelle reti idriche dei suddetti comuni solo 1,63 sono quelli effettivamente erogati per usi autorizzati, con una perdita totale pari al 38,2%. Dato in peggioramento se confrontato con 35,6% del 2012: valore anche questo non proprio positivo.
Classifica alla mano la maglia nera spetta a Frosinone, con il 75,4% di perdite totali, seguito da Tempio-Pausania, con il 69,1%, e Potenza con il 68,8%. Fra i capoluoghi più virtuosi, invece, al primo posto troviamo Macerata, con appena l’8,6% di perdite totali che divide il podio con Mantova e Pordenone, città in cui il “deficit” va dall’11,6 all’11,7%.
In termini assoluti il “tapiro d’oro” va invece alla rete del comune di Roma, con i suoi 211,2 milioni di m3 dispersi nel 2015, pari circa alle perdite delle reti di Palermo, Napoli, Milano, Torino e Catania messe insieme.


Solo per avere un’idea un m3 di acqua potabile equivale a circa 111 confezioni (o “stecche”) di acqua minerale. Considerando la spesa media mensile per le acque minerali, attestatasi nel 2015 a 10,27 € per famiglia, ed ipotizzando un costo medio di 0,3 €/L, 1 m3 di acqua è pari quindi al consumo annuo di circa 2,4 famiglie.
Per quanto riguarda le Marche le perdite totali registrate nelle città capoluogo sono del 27,6%, valore al di sotto di quello nazionale, ma comunque pari a circa 9,4 milioni di m3 di acqua dispersi.
Il primato, come detto, spetta al comune di Macerata con l’8,6% di perdite totali, seguita nell’ordine dai comuni di Ascoli Piceno (25,7%), Ancona (27,9%), Fermo (28,2%) e Pesaro che chiude la graduatoria con il 33,6%.


di Michele Conti
redazione@viverefermo.it
 




Questo è un articolo pubblicato il 09-04-2017 alle 23:30 sul giornale del 10 aprile 2017 - 381 letture

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