Oliva ascolana: anche gli allevatori entrano nel Consorzio di tutela

04/02/2018 - L'Italia è celebre in tutto il mondo per i suoi prodotti tipici e la sua gastronomia, dagli antipasti ai primi piatti. Le certificazioni nazionali ed europee ne confermano la specificità e la qualità in ambito internazionale, mentre i consorzi e gli organismi di tutela locale garantiscono il rispetto dei requisiti necessari a mantenere le caratteristiche di eccellenza e ne curano la promozione. Questo è il caso dell'oliva ascolana DOP, per la cui protezione e valorizzazione si sono ultimamente fatti molti passi avanti.

L'oliva ascolana: molto più di un semplice antipasto

L'oliva ascolana, o 'all'ascolana', è un prodotto tipico marchigiano che prende il nome da Ascoli Piceno e la cui origine risale al 1800. La sua area di produzione si estende dal territorio di Fermo alla provincia di Teramo, ma è diffusa ed apprezzata in tutta Italia. La sua fragranza ed il suo gusto deciso la rendono uno dei piatti preferiti dagli italiani, tanto al Nord quanto al Sud, come dimostrano le richieste dei clienti e i menù dei ristoranti su Deliveroo: l'oliva ascolana è un must senza tempo.
La specialità marchigiana è composta da un'oliva verde in salamoia di varietà Ascolana Tenera, che viene snocciolata e riempita di carne macinata, generalmente manzo o maiale, noce moscata, tuorli e Parmigiano. L'oliva viene quindi avvolta nella farina, passata in un uovo battuto e nel pangrattato, poi fritta nell'olio. La si serve generalmente come antipasto o come accompagnamento per l'aperitivo, e si differenzia da altri piatti per la sua storia e la sua ricetta.

Il Consorzio di tutela della DOP Oliva Ascolana

In virtù delle sue caratteristiche, l'oliva ascolana ha ottenuto in passato un'importante certificazione, la denominazione di origine protetta (DOP). Per valorizzarla al meglio è stato creato il Consorzio di tutela della DOP Oliva Ascolana. Da oggi l'organizzazione includerà anche gli allevatori locali: tale rappresentanza, garanzia della qualità della carne che è uno dei due principali ingredienti di questo prodotto, è destinata a rafforzare il Consorzio. La Regione Marche, di concerto con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e la Regione Abruzzo, punta al riconoscimento ufficiale del Consorzio, e la decisione di estendere la partecipazione agli allevatori va proprio in questa direzione. L'organizzazione, creata nel 2007, ha infatti perso nel 2014 i requisiti per conservare l'autorizzazione della DOP, ed è stata rinnovata solo di recente. Il riconoscimento del Consorzio, che sembra essere oggi più vicino, consentirebbe tra l'altro di accedere a fondi europei per la tutela e l'organizzazione di iniziative per la promozione dell'oliva ascolana.


Fonte delle foto: Flickr

Altri prodotti DOP marchigiani

L'Italia è il paese europeo che conta il maggior numero di prodotti DOP, riconosciuti per la loro origine e per le modalità di realizzazione. Nel territorio marchigiano i prodotti che hanno una denominazione geografica protetta sono sei: l'oliva ascolana, ovviamente, ma anche la caciotta di Urbino, il formaggio di Fossa di Sogliano, l'olio extravergine di Cartoceto, il prosciutto di Carpegna e i salamini italiani alla Cacciatora. Una delizia per il palato e un simbolo della nostra cultura che non merita di essere trascurato.





Questo è un articolo pubblicato il 04-02-2018 alle 11:11 sul giornale del 03 febbraio 2018 - 116 letture

In questo articolo si parla di enogastronomia

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