Assicurazioni come investimento: quali rischi?

05/02/2018 - Nella congiuntura attuale investire i soldi risparmiati non è semplice, specialmente perché trovare un prodotto affidabile è un'operazione complessa. Spesso si finisce per orientarsi sulle polizze d'investimento, ma le compagnie di assicurazioni possono riservare ai loro clienti qualche rischio. Questo tipo di strumenti sono da cancellare della lista, ma prima di scartarli e guardare altrove è bene conoscere nel dettaglio i pericoli e i lati oscuri. Va sempre tenuto presente, in ogni caso, che il rendimento alto comporta rischi, ma se si vuole sicurezza ci si deve accontentare. Cosa c'è da sapere?

Il negozio assicurativo

Le polizze sono generalmente pensate per offrire una copertura contro i rischi che possono presentarsi nella vita quotidiana delle persone. Furti, incendi, decesso del capofamiglia, sinistri e malattie sono tra le ragioni principali delle persone che si affidano alle compagnie di assicurazione. Si paga un premio periodico e al verificarsi del danno, l'impresa copre le spese necessarie. In questa tipologia di garanzie ci sono due soggetti: l'assicurato che paga il premio e l'assicuratore che incassa, indennizzando solamente se avviene il sinistro. Questo aspetto descrive esattamente l'obiettivo delle polizze, quindi quando banche e imprese del settore offrono assicurazioni su cui investire il denaro ricevuto per la liquidazione oppure per eredità o altri casi del genere lo fanno per ingannarli. Una norma a libera interpretazioni consente loro di danneggiare i risparmiatori. Il problema è che di prodotti fatti ad hoc per impossessarsi del denaro dei potenziali clienti ne esistono moltissimi, quindi bisogna fare attenzione, ma meglio diffidare.


Le anomalie contrattuali

Poste, banche e compagnie assicurative propongono polizze spiegando che si ha il diritto a chiedere il riscatto dopo i primi dodici mesi senza dover pagare la penale. Ciò significa che c'è il vincolo di un anno con un rendimento pari a zero. Inutile quindi investire il capitale per non guadagnare nemmeno un euro. Inoltre c'è da chiedersi perché si dovrebbe bloccare una somma messa da parte per gli imprevisti e chiedere un prestito per far fronte alle spese, dando in garanzia una polizza. Tra l'altro il mutuo prevede interessi da pagare all'istituto finanziario, quindi invece di mettere al sicuro i propri fondi, si spende altro denaro. Non è comunque il caso dei piani individuali previdenziali, perché questi strumenti vincolano i soldi per qualche decennio. Così si evitano le assicurazioni come investimento. I fondi comuni d'investimento non sono molto trasparenti circa il funzionamento, ma i fondi interni che costituiscono la base delle polizze vita lo sono ancora meno. Non si conoscono i movimenti del denaro affidato dal risparmiatore e quindi non si ha nessuna certezza sui risultati degli investimenti. Alcune compagnie, peraltro, hanno sede all'estero e quindi difficilmente sono controllabili da questo punto di vista.

Un grande aiuto per chi comunque vuole provare la strada dell’investimento è sicuramente quello che mette in campo assicurazionivita.net che fornisce moltissime informazioni. Da quel che se ne evince dalle loro pagine è che soprattutto le polizze online presentano diversi vantaggi. Dopo questa piccola e doverosa parentesi ritorniamo a guardare ciò che

I rendimenti ingannevoli

I fogli informativi forniti dagli istituti finanziari riportano informazioni incomplete e usano tabelle comparative per dimostrare come le polizze rendano più dei titoli di Stato, in discesa da oltre quattro anni. Le polizze vincono la sfida perché offrono tassi del 3% contro l'1% dei titoli pubblici. Bisogna fare attenzione perché si usano i rendimenti futuri (ex ante) per i titoli statali e i rendimenti passati (ex post) per i contratti offerti. Con il crollo dei tassi a scadenza, le quotazioni dei titoli sono salite senza bisogno delle abilità di chi ne aveva la gestione in mano. Insomma i dati forniti per convincere i risparmiatori sono fuori da ogni logica finanziaria, ma servono a trarre in inganno gli investitori.

La bugia fiscale

Con l'obiettivo di spingere i risparmiatori a scegliere i prodotti offerti si afferma che grazie alle assicurazioni si eviti il pagamento dell'imposta sull'eredità. In realtà fino alla somma di un milione di euro per il passaggio tra coniugi, genitori e figli, nonni e nipoti vi è l'esenzione, quindi non si deve versare l'imposta comunque. Il balzello non viene applicato neppure per i buoni fruttiferi postali e i titoli di Stato dei Paesi aderenti allo Spazio Economico Europeo.





Questo è un articolo pubblicato il 05-02-2018 alle 12:10 sul giornale del 05 febbraio 2018 - 503 letture

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