Turismo invernale sostenibile: nelle Marche 4 buone "pratiche" per Legambiente dalle zone del sisma

04/04/2018 - Riscoprire una montagna diversa legata ad un turismo invernale dolce, sostenibile e rispettoso della natura.

E soprattutto a impatto zero: dalle camminate nei boschi alle ciaspolate tra valli innevate e sentieri circondati da paesaggi unici, dalle escursioni nelle aree protette al nordic walking. Una sfida possibile, come racconta Legambiente nel suo report Nevediversa, dove fa il bilancio sul turismo invernale sostenibile ad alta quota dando spazio e voce a 41 buone pratiche, che vanno dalle Alpi agli Appennini.

Nelle Marche sono 4 le buone pratiche individuate da Legambiente, esempi virtuosi di chi ha avuto il coraggio e la voglia di scommettere su un tipo di turismo più rispettoso della montagna e dell’ambiente: l'associazione Con in faccia un po’ di sole, che, dopo iI terremoto del 2016, ha costituito una rete con altre realtà marchigiane allo scopo di riportare i turisti a frequentare la nostra regione e in particolare i Monti Sibillini. Durante il periodo invernale organizza ciaspolate percorrendo i sentieri che sono stati riaperti e invitando i partecipanti a fermarsi per il ristoro nei locali della zona che hanno ripreso l’attività.

Poi Active Tourism, cooperativa che propone turismo outdoor sulle montagne marchigiane e, per favorire il ritorno dei turisti sui Sibillini durante il periodo natalizio, ha proposto “Regala i Sibillini”, un buono vacanza per effettuare escursioni lungo i sentieri ancora praticabili del Parco.

A spiccare nel report, inoltre, anche Il Camoscio dei Sibillini, un brand che raccoglie un gruppo di professionisti nel settore ambientale, alcuni abilitati anche come guide escursionistiche dalla Regione Marche, e il tour operator Forestalp, che propone escursioni in estate e in inverno sui Sibillini, attività di educazione ambientale per le scolaresche e di consulenza per la pianificazione e gestione flori-faunistica.

Infine Epicentro – Terremoto culturale, un progetto per la rivitalizzazione culturale delle zone terremotate di Umbria e Marche operativo trecentosessantacinque giorni l’anno, che ha attivato moltissime iniziative culturali ed escursioni distribuite nei vari centri del terremoto.

“Un’attenzione sempre maggiore ad un turismo slow, a contatto con il territorio e consapevole è la tendenza che si registra da anni anche nella nostra regione – commenta Francesca Pulcini, presidente di Legambiente Marche – e questo dimostra che un turismo a impatto zero e di qualità è possibile e lo si può praticare nel pieno rispetto dell’ambiente, senza artificializzare la montagna e sprecare enormi quantità di energia e acqua. È fondamentale che l’offerta nella nostra regione si adegui velocemente a questa forte domanda di nuovo turismo, che deve diventare un fattore competitivo in grado di intercettare segmenti turistici nuovi e più consapevoli e di far ripartire l’indotto economico dei territori colpiti dal sisma, creando opportunità di lavoro che diano sicurezza e futuro alla popolazione residente”.

Il turismo sostenibile piace sempre più agli italiani alla ricerca di proposte alternative. Stando agli ultimi dati elaborati da Legambiente e Vivilitalia su dati JFC, infatti, ciaspole e scialpinismo sono due attività molto amate: se nel 2010-2011 il numero di praticanti in ciaspole si attestava a 322mila, nel 2016-2017 ha toccato quota 506.500 registrando un incremento del +57,3%. Stesso discorso per lo scialpinismo che è passato da 33.000 praticanti nel 2010-2011 a ben 91.000 nel 2016-2017, con un incremento del +175,7%. Da segnalare anche il successo del nordic walking, la camminata con i bastoncini praticata ormai da 500.000 persone.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-04-2018 alle 13:10 sul giornale del 05 aprile 2018 - 228 letture

In questo articolo si parla di attualità, legambiente, legambiente marche

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aThg