Smaltimento delle macerie del sisma: Urbinati, "Nessun favoritismo, ma verifiche puntuali"

Fabio Urbinati 09/05/2018 - Gestione delle macerie del sisma, il capogruppo in Consiglio regionale, Fabio Urbinati, interviene per chiarire le polemiche sollevate dalle ditte private incaricate dello smaltimento dei rifiuti della provincia di Ascoli Piceno. In particolare Urbinati fa chiarezza sulla sospensione dell'attività di raccolta rifiuti di Tecnocostruzioni e Strade srl e sulla richiesta di deroga avanzata dalla società.

«Come affermato e spiegato più volte il ciclo di smaltimento e recupero delle macerie del sisma è strettamente coordinato dalla Regione Marche, con particolare attenzione al principio di tutela ambientale e sanitaria – sottolinea Urbinati –. In questo quadro, quando un’impresa proprietaria di un impianto di gestione dei rifiuti richiede alla Regione gli aumenti di quantitativi disciplinati dalla norma straordinaria per l’emergenza sisma 2016, viene avviata una fase istruttoria.

Questa fase è necessaria perché la Regione e gli altri enti coinvolti verifichino la possibilità tecnica ed amministrativa di aumentare i quantitativi. Per un'adeguata valutazione, se non presenti, vengono richiesti: una relazione illustrativa con le caratteristiche tecniche, le potenzialità dell’impianto di recupero, le condizioni gestionali ed operative, i presidi ambientali in relazione agli aumenti di trattamento richiesti; una planimetria del sito dell’impianto che chiarisca dove vengono collocati e gestiti i maggiori quantitativi richiesti. Tutto questo con l’aiuto degli organi di supporto tecnico/scientifico e sanitario». Questa la premessa di Urbinati che ricostruisce poi il caso specifico relativo alla Tecnocostruzioni e Strade. «L'istanza in deroga per aumento dei volumi di trattamento delle macerie della ditta è pervenuta agli uffici regionali il 26 marzo scorso – afferma Urbinati dati alla mano –. Il 17 aprile scorso è stata chiesta documentazione integrativa che la ditta avrebbe dovuto fornire entro 10 giorni, dunque entro il 27 aprile. Il 26 aprile sono state inviate le integrazioni che sono in fase di verifica».

A Riguardo della generale attività di controllo richiesta dalla Regione a Provincia ed Arpam su tutti gli impianti che gestiscono le macerie selezionate da Picenambiente, Urbinati precisa: «Dalla Provincia non abbiamo mai avuto riscontro mentre l'Arpam ha trasmesso lo scorso 26 aprile un documento nel quale evidenzia alcune discrepanze sulla documentazione autorizzativa di Tecnocostruzioni e Strade.

Detto questo – continua ancora Urbinati – mi preme sottolineare che, rispetto ai ritardi lamentati da Tecnocostruzioni e Strade, anche l'unica società che ha ottenuto la deroga avendo tutta la documentazione in regola ha seguito un iter amministrativo di circa 4 mesi e non meno di 30 giorni come sostenuto dai rappresentanti della Tecnocostruzioni. Tempo necessario – conclude Urbinati – alla verifica puntuale delle caratteristiche degli impianti, nel rispetto di quel rigore che la Regione Marche ha da sempre messo in atto in tema di smaltimento e recupero delle macerie del sisma, senza favoritismi né facilonerie e senza penalizzare nessuno, mettendo al primo posto la salute dei lavoratori e dei cittadini ed avviando un meccanismo di economia circolare. Un lavoro meticoloso per il quale voglio ringraziare il settore Ambiente della Regione Marche e tutti i suoi dirigenti ed il suo personale per la loro professionalità e la loro precisione».





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-05-2018 alle 12:58 sul giornale del 10 maggio 2018 - 258 letture

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