Senigallia: accusato dalla ex fidanzatina di violenza sessuale e pedopornografia, assolto un 22enne senigalliese

avvocati legge tribunale 20/06/2018 - Accuse pesanti quelle rivolte dall'ex fidanzatina, quasi coetanea all'epoca dei fatti, ma che per lui, neo maggiorenne, pesavano come un macigno. Fu accusato di violenza sessuale e pedopornografia. Già scagionato in primo grado, ora il giovane senigalliese, viene assolto anche in appello.

I fatti risalgono al periodo compreso tra aprile e settembre 2015. La Procura della Repubblica di Ancona aveva chiesto il rinvio a giudizio di P. C. A., classe 1996, di Senigallia per i reati di lesioni e minacce contro la propria ex fidanzatina (classe 1998) per averla costretta a proseguire il loro rapporto sentimentale; violenza sessuale perpetrata in giornate diversi, costringendola anche con la minaccia di gravi ritorsioni in caso di rifiuto, nonché forzando la volontà della ragazza tramite l’assunzione di bevande alcoliche sino a provocarne l’ubriachezza (uno di questi episodi di violenza si sarebbe perpetrata durante la “notte bianca” a Senigallia del 2015 utilizzando l’espediente dell’ubriacatura); stalking, perchè una volta interrotta la relazione, per tentare di riallacciare il rapporto avrebbe inviato oltre 300 sms e si appostava sotto casa; pedopornografia minorile, per aver detenuto nel proprio cellulare filmati e foto della ragazza in pose osè e/o dei loro rapporti sessuali.

Il Tribunale, accogliendo la tesi della difesa assunta dall'avvocato Corrado Canafoglia, ha assolto in primo grado il ragazzo dai reati di violenza sessuale e pedopornografia. Il difensore ha svolto indagini difensive, riuscendo a minare la credibilità del racconto della ragazza e dimostrando in particolare che non c'era stata alcuna violenza sessuale, ma solo rapporti sessuali tra due giovani entrambi consenzienti. La difesa è riuscita a far acquisire al Tribunale gli sms intercorsi tra i due giovani dai quali emergeva che dopo le date in cui si sarebbero verificati i presunti stupri (tra aprile e settembre 2015) i due ragazzi continuavano la loro relazione, anche con la modalità della convivenza, fatto questo incompatibile con l’accusa di stupro. La difasa ha portato in aula anche un teste che in occasione della notte bianca aveva incontrato i due ragazzi riferendo che la ragazza in sua presenza invitava il ragazzo ad appartarsi.

Respinto anche il reato di pedopornografia minorile, dal momento che le foto ei filmati a sfondo sessuale aventi come protagonisti la ragazza riguardavano momenti intimi tra i due fidanzati e non erano stati mai diffusi a terzi. Nonostante il pm avesse chiesto la condanna del ragazzo a 9 anni di reclusione, il verdetto del giudice fu diverso. Il Tribunale di Ancona, accogliendo la tesi difensiva, condannava il ragazzo ad un anno e un mese di reclusione per i reati di stalking e minacce. Il PM e la parte civile (insieme all’associazione Donne e Giustizia onlus” patrocinata dall’avv. Claudia Vece) presentavano appello chiedendo che il giovane venisse riconosciuto colpevole anche dei reati di violenza sessuale e pedopornografia minorile. L’imputato, dal canto suo, ricorreva in appello chiedendo che venisse assolto anche per i reati di minacce e stalking e che venisse rigettato l’appello della Procura e delle parti civili. La Corte di Appello penale di Ancona ora ha confermato la sentenza del Tribunale, accogliendo la tesi della difesa dell’imputato in merito all’assoluzione circa i rati di violenza sessuale e pedopornografia minorile.





Questo è un articolo pubblicato il 20-06-2018 alle 21:23 sul giornale del 21 giugno 2018 - 820 letture

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