I Comitati chiedono la sospensiva del sormonto della discarica Geta

3' di lettura 23/07/2018 - I comitati Tutela Colline Picene, Tutela del Bretta e Ci RifiutiAmo, insieme con il Movimento a difesa del cittadino, dopo aver presentato due ricorsi al TAR Marche contro la GETA e la Provincia che ne ha autorizzato le attività, in attesa della sentenza definitiva, hanno presentato la richiesta urgente di sospensione dei lavori di riapertura della prima vasca della discarica, chiusa ormai da anni.

Pertanto chiedono con forza all’Assemblea dei Sindaci di non autorizzare il rientro dei rifiuti indifferenziati in Provincia, ma di attendere la risposta del TAR che in questi casi è sempre rapida.

Come i sindaci ben sanno, i nostri calanchi rappresentano una bellezza unica nel paesaggio italiano, tanto che 13 comuni del piceno e del fermano si sono associati per costituire il Parco dell’Ascensione e dei Calanchi e numerose associazioni hanno già aderito, e si stanno attivamente adoperando, ad un bel progetto di valorizzazione naturalistica e turistica.

La Valle del Bretta è parte di questo Parco ma la politica ne vuole fare un enorme immondezzaio, compromettendo così tutto il progetto, perché ormai è fossilizzata su come ricavare, o risparmiare, denaro con la gestione delle discariche: anni spesi a discutere su Geta e Relluce, mentre l’Europa approvava il pacchetto sull’economia circolare. Già con la comunicazione del 26 gennaio 2017 la Commissione europea ha mandato in soffitta le discariche e gli inceneritori, invitando gli Stati membri a rispettare la gerarchia dei rifiuti, che assegna assoluta priorità alla prevenzione e al riciclo.

E i comitati ancor prima, nel 2016, avevano indicato la strada giusta proponendo ai Comuni del Piceno di aderire alla strategia Rifiuti Zero ed individuando anche un supporto scientifico nella Scuola di Ecodesign dell’Università di Camerino. Ciò avrebbe consentito di uscire dal limbo del 65% di raccolta differenziata e raggiungere l’obiettivo dell’85% che oggi viene finalmente evocato, senza peraltro mettere in campo azioni per raggiungerlo.

Questo è l’unico modo per ridurre i costi per i cittadini - perché meno tonnellate in discarica costano molto meno e il recupero dei materiali è (o dovrebbe essere, se i sindaci vigilassero) ben remunerato - insieme all’introduzione della tariffa puntuale, che riduce i costi in bolletta e fa aumentare la differenziata, dando a ciascuno la responsabilità dei rifiuti che produce.

Per difendere gli interessi di noi tutti, anche di quelli che non se ne curano, ci siamo dovuti rivolgere, a nostre spese, al TAR. Ma la Provincia, che evidentemente non sopporta che dei comuni cittadini si permettano di mettere in discussione il suo operato, ha chiesto al TAR che i comitati paghino tutte le spese del processo e non solo i propri avvocati. La stessa Provincia che, dopo i problemi che ci sono stati con le fideiussioni della GETA per la terza vasca, non ci permette nemmeno di verificare che le fideiussioni per le altre vasche siano in regola.

I Comitati Tutela colline picene, Tutela del Bretta e Ci RifiutiAmo, insieme con il Movimento a difesa del cittadino, continueranno a combattere per mostrare a politici e amministratori l’assurdità di scelte contro il buon senso prima ancora che contro il rispetto delle regole.


Da Comitati Tutela Colline Picene, Tutela del Bretta e ci RifiutiAmo





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-07-2018 alle 10:45 sul giornale del 24 luglio 2018 - 309 letture

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