Ospedale unico: On. Silvestri, "È l’ennesimo tassello che trascura e deprime il Sud delle Marche"

ospedale generico 08/08/2018 - Quando si realizza un’opera pubblica come un nuovo ospedale, è fondamentale un’analisi preliminare. «Gli utenti ed i lavoratori non possono non essere coinvolti. I tavoli di concertazione vanno avviati tenendo conto di tutti i parametri, specie quelli legati al territorio e al bacino servito», afferma la deputata alla Camera M5S, Rachele Silvestri.

Uno dei temi più dibattuti degli ultimi giorni, che trova ampio spazio sui giornali, è l’opera che la Regione Marche sta portando avanti, l’"Ospedale Unico". «Ciò che ha fatto discutere è stato soprattutto il voto dei sindaci della nostra Area Vasta sull’ubicazione dell’opera: 17 sindaci su 33 hanno votato a favore della sua ubicazione a Spinetoli. Una votazione in cui ognuno di essi esprimeva una preferenza a prescindere dal numero di residenti del proprio comune. E così, il voto di un sindaco di un comune con poche centinaia di abitanti, è valso quanto quello di un altro con decine di migliaia di abitanti», continua la deputata.

Il risultato? L’Ospedale Unico si farà a Spinetoli nonostante i sindaci a favore rappresentino circa un terzo degli abitanti del Piceno, e che i primi cittadini dei due comuni più popolosi, Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, abbiano espresso un voto contrario e ora promettano battaglia.

Molti sindaci della vallata, perlopiù vicini al Partito Democratico, esultano per questa “vittoria”. «È l’ennesima imposizione venuta da Ancona che si basa sul nulla. Non si capisce quale sia il piano sanitario di chi amministra questa Regione, né il perché, negli ultimi anni, si stia assistendo a un proliferare di presidi sanitari privati. Non si sa come si vogliono utilizzare decine di milioni di euro mentre nessuno sembrerebbe preoccuparsi di investire per abbattere le lunghe liste d'attesa richieste ai cittadini: un anno per numerosi esami diagnostici. Perché non si finanziano innanzitutto quelle iniziative che garantiscono il diritto alla prevenzione e quindi quello alla salute? Non si capisce cosa accadrà ai due ospedali esistenti in attesa che si compia quest’opera, né perché non venga attivata l'azienda ospedaliera nel Sud, che consentirebbe una maggiore autonomia decisionale. Inoltre va considerata la mobilità attiva e le finanze che genera: il Sud risulta attrattivo per l'Abruzzo, il Lazio e l'Umbria, mentre il Nord delle Marche soffre una "fuga" di marchigiani verso l'Emilia Romagna. La nostra vastissima area montana ha subìto gli effetti devastanti del terremoto: si è tenuto conto del fatto che gran parte del nostro territorio sarà soggetto alla ricostruzione post sisma che farà aumentare il lavoro di centinaia d'imprese edili? Purtroppo conosciamo bene quanto sia alta in Italia la percentuale d'infortuni in questo settore e non si può non tenerne contro. Va inoltre chiarito come verranno messe a sistema le famose elisuperfici finanziate con gli sms solidali per i terremotati e tanto altro ancora», sottolinea l’On. Silvestri.

Un nuovo piano sanitario della Regione basato su dati, informazioni e soprattutto ASCOLTO dei territori e delle professionalità mediche, avrebbe dovuto legittimamente dare una risposta a questi interrogativi.

«È l’ennesimo tassello di un disegno regionale che non ha fatto altro che trascurare e deprimere il Sud delle Marche e che lascerà Ascoli Piceno, il capoluogo di provincia, senza una struttura ospedaliera adeguata, ma con un mero presidio sanitario. Questa scelta impoverirà tutta la città, visto l’indotto che l’ospedale genera. Stessa sorte toccherà a San Benedetto, città che, insieme a Grottammare e Cupra Marittima, registra centinaia di migliaia di presenze turistiche ogni anno».

Se l’ospedale ad Ascoli Piceno dovesse restare verrebbe comunque smantellato e perderebbe molte delle sue eccellenze. Il cosiddetto Ospedale Unico avrà meno posti letto rispetto alle attuali strutture di Ascoli e San Benedetto. E questa sarebbe l’eccellenza da sbandierare, la grande rivoluzione del sistema sanitario territoriale?

Ciò che maggiormente rattrista è scoprire il motivo della scelta di Spinetoli come sede dell’Ospedale Unico. A decidere è stato un algoritmo, non tavoli di concertazione coi comitati, i cittadini, le associazioni di categoria, i medici e gli infermieri.

Purtroppo, quest’Ospedale Unico appare solo un carrozzone vuoto, gonfiato dalla retorica, in cui non si capisce dove verranno reperiti i fondi per tirarlo su, quando verrà inaugurato (forse tra qualche decennio), in cosa consisterebbero queste eccellenze e il miglioramento dei servizi, cosa accadrà agli ospedali di Ascoli e San Benedetto. Andrebbero inoltre verificati i costi-benefici tra lasciare le strutture esistenti o crearne una nuova. A supporto di quest’opera di decine di milioni di euro esistono solo cinque slide e qualche delibera di giunta! Comunque si voglia leggere, la questione appare uno schiaffo alla democrazia, alla rappresentatività e alle esigenze di un popolo e di un territorio che hanno già sopportato abbastanza.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-08-2018 alle 11:14 sul giornale del 09 agosto 2018 - 349 letture

In questo articolo si parla di ospedale, politica, Movimento 5 Stelle, M5S

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