On. Rachele Silvestri: Ascoli si riappropri dei reperti della necropoli Longobarda di Castel Trosino

2' di lettura 16/12/2018 -

“Ho presentato un'Interrogazione indirizzata al Ministro per i Beni e le Attività Culturali in cui chiedo di riportare ad Ascoli Piceno i reperti ritrovati nella necropoli Longobarda di Castel Trosino, sita proprio nel comune di Ascoli Piceno, e venuta alla luce nell'aprile del 1893.
Ho chiesto al Ministro quali siano le ragioni che giustifichino la permanenza di questi reperti nel MAME, Museo Nazionale dell’Alto Medio Evo di Roma, se sia possibile restituirli al territorio Piceno e se possano le Istituzioni sovraordinate farsi carico almeno dei costi di allestimento ”, così l’On Rachele Silvestri. Tanto più che il Comune di Ascoli Piceno e il territorio di cui è capoluogo di Provincia risultano inseriti, per più della metà del territorio provinciale, negli allegati 1, 2 e 2-bis del DL 189/2016 ovvero tra i Comuni colpiti dagli eventi sismici che hanno interessato il Centro Italia a partire dal 24 agosto 2016.
“In questi reperti c’è la storia e la cultura Picena. Quel tesoro appartiene al luogo d’origine, fa parte della sua identità e può contribuire a divenire volano di uno sviluppo culturale e turistico e quindi economico di un territorio fortemente colpito dagli eventi sismici e che sta vivendo, oltre ad una crisi economica, anche un significativo spopolamento, soprattutto nelle frazioni e nei Comuni collinari e montani dell’entroterra Piceno. Non può non essere riconsegnata al suo territorio una simile ricchezza culturale e una possibilità così significativa per il rilancio del turismo e dell'economia”, continua Silvestri. Si tratta di un complesso archeologico di notevole importanza storica ed artistica poiché è una delle più importanti necropoli longobarde scoperte in Italia.
Un patrimonio di circa trecento fastose tombe che purtroppo però, appena rinvenuto, fu immediatamente portato a Roma per essere messo a disposizione di esperti e studiosi. Nel 1967, i corredi di Castel Trosino entrarono a far parte della collezione del neocostituito MAME. Nel corso degli ultimi decenni sono state tante le richieste dei Sindaci e dei Consiglieri Comunali ascolani, unite alle proteste di sindacati, associazioni e semplici cittadini di Ascoli e del Piceno, per far sì che tali reperti tornassero ad Ascoli Piceno e al suo territorio.
“La collocazione dei reperti di Castel Trosino in una cornice museale lontana dal sito di origine è considerata da sempre, anche dai non Piceni, quanto meno non appropriata”, conclude la deputata.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-12-2018 alle 17:37 sul giornale del 17 dicembre 2018 - 346 letture

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