La Brignone (Possibile) sul terremoto: "Il Decreto Dignità aggiunge danno su danno"

16/01/2019 - "Il decreto Dignità potrebbe essere rinominato decreto precarietà. Lo sanno bene le popolazioni colpite dal terremoto del Centro Italia. La lentezza della ricostruzione post terremoto va attribuita in gran parte a un provvedimento scritto male e che sta producendo effetti devastanti, rendendo impossibile una programmazione seria.

I lavoratori non hanno certezze e stabilità in una condizione precaria esasperante: dopo 24 mesi c'è un eccessivo ricambio, a causa dei mancati rinnovi contrattuali. Così si verifica una perenne carenza degli organici, con il personale che viene formato e dopo un po' non ottiene il rinnovo del suo contratto. L'esatto contrario di quello di cui ci sarebbe bisogno: ai 10 anni per la ricostruzione, promessi da Salvini, bisognerà aggiungerne altri 10 almeno se questa è la strada". Lo dichiara la segretaria di Possibile, Beatrice Brignone, parlando della ricostruzione nel Centro Italia.

"È necessario - aggiunge Brignone - un cambio di passo netto, che vada nella direzione di una programmazione rigorosa, partendo da una modifica al decreto Di Maio. Il governo non può pensare di affrontare la questione con il solito approccio propagandistico. Ho visitato i luoghi colpiti dal sisma molte volte e i problemi sono sempre irrisolti. Anche perché al di là delle passerelle politiche, nessuno sta seguendo con la dovuta attenzione la questione. Anzi spesso i decreti, come quello 'Dignità', fanno altri danni".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-01-2019 alle 20:02 sul giornale del 17 gennaio 2019 - 280 letture

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