I terremotati tornano a protestare a Roma: "Non abbiamo governi amici"

4' di lettura 04/05/2019 - I terremotati del centro Italia scendono in piazza a Roma il prossimo 18 maggio per sensibilizzare la politica, in quanto nel cratere sembra che il tempo si sia fermato a quei giorni delle terribili scosse.

"Tutti a Roma" è pertanto l’appello per della grande manifestazione organizzata dai 115 comitati istituiti nelle 4 regioni interessate dal sisma del 2016, alla quale hanno dato la loro adesione anche tutte le organizzazioni e le principali sigle sindacali, le parti sociali, nonché tutti gli ordini dei tecnici operanti nel sisma, come architetti, ingegneri, geometri ed altri. Una mobilitazione che in questo caso viene fatta una settimana prima delle elezioni proprio per sensibilizzare e pressare il Governo, le Regioni e gli altri organi politici che non hanno rispettato gli impegni presi.

Alla manifestazione, intitolata “Ora o mai più SU LA TESTA non abbiamo governi amici” e aperta a tutti, hanno dato adesione anche i sindaci coinvolti nel cratere ed è stato già mostrato l’interesse e la sensibilità dei principali organi d’informazione, tv, giornali, siti e radio. Sono previste centinaia e forse migliaia di persone, con pullman in partenza dai centri delle 4 regioni. Punti di riferimento, sono Macerata, Camerino, Norcia, Campotosto, Amatrice. Il ritrovo nella capitale è previsto a Piazza del Popolo alle ore 9,30, mentre l’arrivo della marcia sotto i palazzi di Montecitorio alle ore 10. Infatti, tale mobilitazione non nasce ora, ma un anno fa, quando le richieste avanzate dai comitati non hanno trovato poi alcun seguito nella messa in atto da parte degli organi preposti e giocare di anticipo di una settimana sulla tornata elettorale è una mossa mirata per spronare il Governo (quello precedente a guida PD e quello attuale che vede insieme Lega e M5S) per sbloccare una situazione di stallo, per la quale non si vedono sbocchi.

Nel comunicato dei comitati tutta l’amarezza e le motivazioni che hanno portato alla mobilitazione del prossimo 18 maggio a Roma. “C'è una parte dell'Italia dove il tempo si è fermato. Nel cuore dell'Appenino la ferita del sisma è ancora aperta – si legge nella nota - Noi non abbiamo governi amici. Siamo scesi in strada nei nostri territori, siamo scesi in piazza a Roma, abbiamo protestato ma abbiamo anche proposto. Abbiamo scritto emendamenti alle leggi, partecipato ad infinite riunioni, i governi si sono alternati ma la risposta è stata sempre la stessa: una ricostruzione inesistente, un modello di ricostruzione che è imploso su se stesso e che andrebbe cambiato radicalmente perché inadatto, la mancanza di visione e programmazione a medio termine. Insomma l'assenza del Governo, quelli di prima e quelli in carica che solo un anno fa avevano promesso cose che poi non hanno mantenuto”.

“Intanto il centro Italia colpito dal terremoto continua a morire lentamente giorno dopo giorno da ben 2 anni e mezzo. Perchè chi aveva un lavoro – prosegue il comunicato dei comitati - non lo ha più. Migliaia di posti di lavoro, aziende artigiane, agricole, commercianti, costretti a chiudere con pochissime possibilità di riaprire. Perchè chi lo ha ancora, inizia a perdere la speranza in un futuro di queste terre, soprattutto i giovani. Ad oggi nessuno, tranne la solidarietà degli Italiani, si è preoccupato di ripristinare la situazione, di riportare le condizioni migliori affinché le persone potessero ricominciare a vivere, lavorare, ed avere una speranza di vita dignitosa per se e per la propria famiglia, nei territori che amano senza dover pensare di abbandonarli. Resistiamo immersi nella natura che amiamo come il gamberetto del lago di Pilato. Non abbiamo bisogno di grandi opere inutili ma di un aiuto concreto a ricostruire e rigenerare la bellezza dei nostri luoghi e la ricchezza che ne deriva per l'Italia intera”.

“Siamo stanchi di un Governo assente – conclude la nota - che promette e non mantiene e lascia al proprio destino un territorio cosi vasto dell'Italia centrale tra Marche-Umbria-Lazio-Abruzzo. Siamo stanchi di chi usa i soldi destinati ai terremotati (SMS solidali-Fondi Europei) come bancomat per altri fini. Siamo stanchi di passerelle e selfie. Per tutti questi motivi il Coordinamento Terremoto Centro Italia ha deciso di scendere in piazza e manifestare a Roma il prossimo 18 maggio, Invitiamo tutti coloro che condividono le nostre ragioni a sostenerci. Non lasciateci soli”.


di Angelo Ubaldi
redazione@viverecamerino.it







Questo è un articolo pubblicato il 04-05-2019 alle 16:23 sul giornale del 06 maggio 2019 - 400 letture

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