Cento anni fa la prima legge italiana sulla capacità giuridica delle donne

2' di lettura 16/07/2019 - Il 17 luglio del 1919 veniva pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia, una legge fondamentale nel percorso di emancipazione femminile, la 1776 che riconosceva la capacità giuridica alle donne.

Veniva dunque abrogato l’istituto dell’autorizzazione maritale e stabilita l’ammissione delle donne, "a pari titolo degli uomini", all’esercizio delle professioni e agli impieghi pubblici, con alcune eccezioni. La normativa , pur presentando diversi limiti, costituiva un indubbio passo in avanti per le italiane e non a caso si registrò, nell’Italia del dopoguerra, l’avvento della prima donna avvocato, Elisa Comani, iscritta nel giugno 1918 all’albo dei procuratori di Ancona, cancellata in seguito ad un ricorso del procuratore del Re e poi regolarmente confermata proprio grazie alla legge sopra citata.

A raccontare queste storie di donne, proseguendo un impegno ormai consolidato nei percorsi di ricostruzione storiografica dell’Italia contemporanea, è il professor Marco Severini, docente all’università di Macerata, curatore della collana “I marchi di Krzysztof” della casa editrice “Zefiro” e presidente dell’Associazione di Storia Contemporanea.

In particolare, alcuni suoi ultimi lavori - “Il circolo di Anna. Donne che precorrono i tempi” (Ed. Zefiro, 2019) e “Il diritto di decidere. La legge del 1919 sulla capacità giuridica alla donna” (Ed. Zefiro, in uscita) - mettono in evidenza proprio l’importante passaggio rappresentato dalla legge del 1919, considerata un primo significativo tassello per l’affermazione dei diritti delle donne.

“Il 17 luglio ricorrono i cento anni dalla emanazione di questa legge. Non posso che salutare con interesse e soddisfazione la scelta della casa editrice Zefiro di voler dedicare, grazie all’impegno del professor Marco Severini, due pubblicazioni a questo evento”, sottolinea Meri Marziali, presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Marche.

“Dopo l’estate – prosegue - ospiteremo ad Ancona la presentazione di questi volumi, in un contesto importante qual è la biblioteca del Consiglio regionale, proprio per rilanciare temi a noi cari e su cui è necessario mantenere alto il livello dell’attenzione e della ricerca storica, perché è bene non dare mai nulla per scontato, soprattutto nell’ambito dei diritti civili e politici. Un plauso dunque all’Associazione di Storia Contemporanea, alla casa editrice Zefiro e al professor Severini per la costante dedizione con cui portano avanti questo lavoro sulla riscoperta e valorizzazione del ruolo delle donne nella società di ieri e di oggi”.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-07-2019 alle 16:39 sul giornale del 17 luglio 2019 - 595 letture

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