L’Ascoli Calcio riparte dai giovani

3' di lettura 26/07/2019 - Numeri e statistiche sulle squadre di Serie B che formano più talenti. Da Orsolini a Scamacca, le scommesse del Picchio sono tante.

È solo ottavo l’Ascoli nella particolare graduatoria delle squadre, di Serie B, che hanno prodotto più giocatori per la Serie A. Una statistica particolare, che serve soprattutto a ridare importanza e centralità ad un calcio, quello cadetto, da sempre snobbato e poco seguito.

A guidare la classifica dei club di Serie B che hanno prodotto il maggior numero di talenti ci sono Pescara e Vicenza, entrambe con 14 calciatori venduti direttamente alla massima serie. Seguono poi l’Empoli, con 12, appena uno in meno per il Brescia, e dopo il Cesena (9) ecco le squadre ferme a 6: Crotone, Modena e, appunto, Ascoli. Una delle poche, però, ad aver subito un fallimento in anni recenti e quindi con la scusante di essere rimasta ai margini del calcio per una manciata di anni.

Certo, siamo lontani dagli standard della Sampdoria e dell’Atalanta, che hanno incassato quasi 20 milioni a testa dalla cessione di under23 provenienti dalla Serie B, ma anche il Picchio, in questo senso, si è fatto onore. Soprattutto nella valorizzazione dei giovani italiani: degli oltre 30 giocatori in rosa, stando a quanto si legge sul profilo della società di Transfermarkt, appena 3 sono stranieri. Una politica societaria forte, chiara, un progetto tecnico che, complice anche le difficoltà economiche, ha deciso di puntare sui giovani dei vivai nazionali. Come Gianluca Scamacca, ad esempio, enfant prodige classe 1999 cresciuto nella Roma e strappato ai giallorossi dal Psv Eindhoven. Quasi 2 metri di altezza, un fisico incredibile che non lo rende però il classico stampellone abile solo in area di rigore: il giovane romano è un attaccante completo. Finora non è riuscito a dare seguito alle aspettative, ma dal prossimo anno, con la maglia dell’Ascoli, punta a tornare in grande forma.

E seguire, magari, le orme di due attaccanti che sono passati per le Marche e ora se ne stanno in Serie A. Stiamo parlando di Riccardo Orsolini e di Andrea Favilli. Il primo, classe 1997, è il prodotto simbolo del vivaio bianconero: nato e cresciuto ad Ascoli, esordisce in prima squadra a soli 18 anni e nei primi tre anni con i grandi registra 51 presenze e 8 reti. Per questo la Juventus ha deciso di puntare su di lui e lo ha ceduto prima all’Atalanta e poi in prestito di 18 mesi al Bologna. Qui ha conosciuto il suo mentore: Sinisa Mihajlovic, che gli ha permesso di raggiungere 35 presenze e 8 gol in A e la maglia della nazionale Under21, consacrandosi come uno dei talenti emergenti del calcio italiano. Sta provando a seguire le sue orme anche Andrea Favilli, con ad Ascoli aveva segnato 13 reti, ora si sta allenando con Cristiano Ronaldo in attesa di essere ceduto in prestito.

E c’è proprio la Juventus sul podio delle squadre che hanno investito di più in under23 provenienti dalla Serie B: 16 calciatori, per un totale di 40 milioni. Al primo posto il Genoa, che ha speso solo 25 milioni per 21 giocatori, e al terzo invece l’Atalanta, con 12 acquisti per un totale di 10 milioni.

Perché in tempi di crisi, investire sui giovani, specie se sconosciuti, è una chiave vincente. E la Serie B lo insegna.






Questo è un articolo pubblicato il 26-07-2019 alle 10:31 sul giornale del 26 luglio 2019 - 176 letture

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