Operazione "Gran Shanghai", sequestrati 14.700 articoli, denunciato un imprenditore

3' di lettura 29/11/2019 - Hanno prodotto ulteriori significativi risultati gli impegni operativi pianificati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno, finalizzati a contrastare le diverse forme delle frodi in commercio e la commercializzazione di prodotti non sicuri.

Dopo le centinaia di migliaia di articoli sequestrati nel corso dell’estate, le Fiamme Gialle hanno concluso altri due interventi, sequestrando 14.700 articoli, denunciando un imprenditore per il reato previsto dall’art. 517 “Vendita di prodotti industriali con segni mendaci” del Codice penale e contestando violazioni amministrative fino a 26.000 euro nei confronti di altro esercente.

Alquanto singolare la natura di un lotto dei 600 articoli individuati dai militari della Compagnia di San Benedetto del Tronto nel corso delle attività di controllo economico del territorio, dirette dal Cap. Nicola Angelo DE BENEDETTO, prelevati dagli scaffali di un esercizio commerciale del posto, gestito da un cinese 52enne residente a Tortoreto (TE) e sottoposti a sequestro penale.

Come vantato dalle loro etichette, i gomitoli di filato promettevano, infatti, un sicuro “caldo” già dal carattere “cubitale” della scritta “LANA ACRILI”, venduti, quindi, sotto una parvenza ingannevole di gomitoli di lana, smascherata, però, da un’ulteriore etichetta, apposta sul retro delle confezioni, recante, in caratteri molto piccoli, la scritta “100% acrilico” e non, contenendo, quindi, alcuna presenza della lana. Un “caldo apparente” che, come detto, ha comportato il deferimento dell’imprenditore all’Autorità Giudiziaria.

L’altro sequestro è stato invece operato dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Ascoli Piceno che, sotto la direzione del Magg. Rodolfo MINERVA, sono intervenute all’interno di un noto esercizio commerciale ubicato nei pressi della zona industriale di Ascoli Piceno, anch’esso gestito da un cittadino dell’etnia cinese di 35 anni.

Prerogativa del controllo, anche in questo caso, è stata quella di verificare il rispetto dei dettami del “Codice del consumo” e la conformità degli articoli ed accessori posti in vendita (nel qual caso, destinati alle cure dei capelli, delle mani e del corpo in generale), ivi comprese, naturalmente, le componenti che, per dimensioni e caratteristiche, potrebbero nascondere insidie per l’utenza ed elementi di pericolosità per i bambini e gli adolescenti.

Dopo un’accurata analisi, sono stati individuati 14.100 articoli con caratteristiche tali da non rispettare le prescrizioni imposte dalla citata normativa (indicazione visibile e leggibile della denominazione legale o merceologica del prodotto, del produttore o importatore, del Paese di origine, dell’eventuale presenza di allergeni e così via), procedendosi al relativo sequestro e alla contestazione di una sanzione amministrativa arrivata, nel massimo, a circa 26.000 euro.

Gli articoli sequestrati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno con i due interventi in rassegna, del valore complessivo di 46.000 euro, vanno a consolidare i particolari piani d’intervento finalizzati alla tutela del “Made in Italy” e della conformità dei prodotti, ambiti sempre considerati dal Corpo anche per una efficacie protezione dei mercati dalla diffusione di prodotti contraffatti e/o non conformi rispetto agli standard di sicurezza imposti dalla normativa dell’Unione Europea e nazionale.

Un’attività di servizio che, in prospettiva, sfruttando le peculiarità tipiche ed esclusive di polizia economica e finanziaria esercitate dal Corpo della Guardia di Finanza – ed ulteriormente associate, nei casi di circostanza, anche a quelle di polizia giudiziaria e di polizia amministrativa – è mirata all’individuazione e al sequestro di merce contraffatta e irregolare, alla disarticolazione – sia in Italia che all’estero – delle catene logistiche, organizzative e strutturali delle filiere illecite, nonché dei canali di finanziamento, riciclaggio e reinvestimento dei profitti derivanti dalle condotte e, infine, anche al recupero a tassazione dei proventi illeciti conseguiti in tali ambiti.

Attenzioni ispettive sempre rivolte, quindi, verso una generale tutela dell’economia legale, a vantaggio di un’imprenditoria sana che, nel caso della contraffazione e della sicurezza dei prodotti, rileva anche per i correlati benefici, insidiati dagli stessi “prodotti pericolosi” per le conseguenze di un loro uso non certificato.








Questo è un articolo pubblicato il 29-11-2019 alle 11:33 sul giornale del 30 novembre 2019 - 289 letture

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