Fano: Tentò di uccidere la ex davanti alla figlia: Cicerchia era lucido, sarà rito abbreviato

2' di lettura 12/12/2019 - Aveva aggredito l’ex compagna con un coltello, poi aveva tentato di investirla. Tutto questo mettendo a rischio anche la vita della loro bambina di cinque anni. Il fatto è ormai noto. Risale a Pasquetta, quando nel marcio di questa vicenda è emerso anche l’eroismo di un pesarese – il fatto è successo proprio a Pesaro, in Strada San Nicola – che scendendo in strada dalla vicina abitazione – ha evitato il peggio. La novità sta nel fatto che Matteo Cicerchia – l’aggressore – verrà giudicato con rito abbreviato. E non “condizionato”.

Questo significa che le richieste avanzate dai legali del 27enne fanese sono state respinte dal gup. Significa che, a detta del giudice, al momento dell’aggressione Cicerchia era capace di intendere e di volere, nonostante l’assunzione di psicofarmaci mista a quella di alcol. Il ragazzo può dunque affrontare il processo. Infine l’arma. Sul piatto della bilancia vi era anche il giudizio sull’effettiva pericolosità del coltello impugnato dal 27enne. Se – in altre parole – si potesse uccidere brandendo quell’oggetto. La risposta è sì. L’accusa è di tentato omicidio.

In sostanza, l’aggressore era dunque lucido quando ha preso in mano l’arma da taglio e minacciato l’ex compagna Elisa, anche lei fanese. Lo era anche quando, un attimo dopo, si è rimesso al volante della sua auto nel folle tentativo di investire la ragazza e la loro figlioletta. Quest’ultime si sono costituite parte civile. La loro richiesta di risarcimento è di mezzo milione di euro. Anche Gabriele Ottaviani – il 40enne pesarese intervenuto al momento dell’aggressione, e che per il suo gesto ha ricevuto l’encomio della città - intende richiedere un risarcimento di 150mila euro.








Questo è un articolo pubblicato il 12-12-2019 alle 17:26 sul giornale del 13 dicembre 2019 - 221 letture

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