Diario della Catalogna. La Spagna non è Europa

4' di lettura 16/01/2020 - Durante la lunga e scura notte della dittatura di Franco era normale sentire dall'Europa che la Spagna non facesse parte dell'Europa e, addirittura, circolava una barzelletta che affermava che l'Europa cominciasse nei Pirenei.

Dopo la morte di Franco, probabilmente, l’opinione pubblica europea ha pensato che questa cosa appartenesse al passato e che la Spagna fosse già uno Stato moderno, equiparabile ad una normale democrazia europea.

La crisi catalana ha dimostrato quanto questa idea fosse sbagliata.

Fin dall'esordio del processo di indipendenza dei catalani, la giustizia spagnola ha accusato più di 1000 persone, ha condannato a lunghissime detenzioni nove politici catalani e costretto altri all’esilio.

Sebbene in Spagna gli indipendentisti non hanno avuto alcuna possibilità di avere un giudizio imparziale, in Europa hanno vinto tutte le battaglie legali da loro sostenute contro il potere giudiziario spagnolo. Infatti, di tutti gli esiliati catalani lo stato spagnolo non ha potuto estradarne nessuno.

Il Belgio non ha concesso l’estradizione del legittimo presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, nessuna della tre volte che questa è stata richiesta dai tribunali spagnoli; la Germania, dopo che rinchiuse Puigdemont, dodici giorni in un carcere del nord della Germania, lo liberò senza nessuna accusa. Gli altri esiliati in Belgio non sono stati estradati, come nemmeno una Ministra di Puigdemont in Scozia e due politiche catalane esiliate in Svizzera.

Due settimane fa, il Tribunale Superiore di Giustizia Europea ha reso nota la sentenza con cui proclama Puigdemont, Toni Comín (un suo vecchio Ministro) e Oriol Junqueras (vicepresidente di Puigdemont ora in carcere con una condannadi 13 anni), deputati europei e, quindi, in quanto tali, beneficiari dell'immunità parlamentare.

Se il Tribunale Supremo Spagnolo rispettasse la legge internazionale la conseguenza sarebbe l’immediata scarcerazione del vicepresidente Junqueras in quanto la sua condanna è nulla, perché giudicato quando era già eurodeputato e, per giudicarlo, la Spagna avrebbe dovuto chiedere il permesso al Parlamento Europeo. Ovviamente non è stato così. Junqueras è ancora in carcere, non potrà andare al Parlamento Europeo e Puigdemont non potrà rientrare in Catalogna perché verrebbe arrestato subito, nonostante l'immunità. Egli, come tutti i catalani, conosce la “giustizia” spagnola e non vuole rischiare.

E così, la Spagna non rispetta la legge internazionale ed i Tribunali spagnoli non rispettano i loro superiori europei perché, quando si tratta della Catalogna, non c’è legge né stato di diritto, bensì soltanto l'antico, quanto obsoleto, orgoglio spagnolo di un impero che ha perso quasi tutte le sue colonie e che non vuole perdere l’ultima: la Catalogna.

Ma la "giustizia" non è l’unico braccio armato dello stato spagnolo per schiacciare gli indipendentisti catalani. Dopo la condanna della giustizia spagnola al Presidente catalano Torra, per non aver rimosso un manifesto di appoggio ai prigionieri politici catalani della facciata della sede del Governo Catalano, egli ha annunciato che avrebbe fatto ricorso a un Tribunale superiore per ritardare la condanna e guadagnare tempo. "No problem!" ha detto lo stato spagnolo e ha architettato un altro piano per destituire, immediatamente, Torra dal suo incarico. La cosiddetta "Giunta Elettorale Centrale", che non è un organo giurisdizionale bensì amministrativo che supervisiona le varie fasi elettorali, ha deciso che proibisce a Torra il suo incarico. Ovviamente, questa Giunta non può farlo perché non è un tribunale, ma in Spagna le cose funzionano così. È come se un sindaco condannasse un ladro al carcere: sarebbe illegale.

In tutta risposta Torra ha detto che lui è il Presidente perché così ha deciso il Parlamento catalano e che non accetta la condanna. Cosa accadrà nei prossimi giorni? Non si sa, ma, se le cose proseguono così, forse Torra verrà arrestato quando proverà a mettere piede nella sede del Governo catalano.

E cosa succederà quando Puigdemont entrerà nel Parlamento Europeo? Questo è ancor più facile da immaginare: sicuramente i deputati spagnoli, arrabbiati e irritati urleranno e fischieranno come pazzi insultando Puigdemont come soltanto loro sanno fare.

Ed i cittadini europei vedranno, finalmente e senza più alcun dubbio, che la Spagna non è l'Europa.


Nella foto un raduno neofascita a Madrid






Questo è un articolo pubblicato il 16-01-2020 alle 12:32 sul giornale del 17 gennaio 2020 - 1046 letture

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