Italia Viva: "Inutile produrre documenti senza un’attenta analisi dei costi benefici e di numeri certi"

sanità ospedale 2' di lettura 16/01/2020 - Più di 70 persone, tra simpatizzati e iscritti ad Italia Viva, si sono incontrati per discutere dell’ormai noto tema della sanità regionale. Presenti inoltre amministratori e coordinatori dei comitati provinciali.

Una questione che “tutti noi riteniamo prioritaria, come sono anche prioritari i problemi sui quali ci si è confrontati” dando vita ad un dibattito durato più di 3 ore dopo un’attenta ricostruzione dei fatti illustrata dal capogruppo regionale di Italia Viva Fabio Urbinati. “Discutere di programmazione sanitaria richiede serietà, capacità di ascolto e predisposizione al cambiamento” perché, “in un mondo globalizzato, dove la tecnologia e la scienza si evolvono ad un ritmo frenetico, tutti noi abbiamo il dovere di permettere ai nostri operatori sanitari di lavorare nelle migliori condizioni possibili per erogare ai cittadini un servizio efficiente e al passo con i tempi”.

“Proprio per questi motivi prendiamo in considerazione la programmazione di un nuovo nosocomio in provincia di Ascoli Piceno. Un nuovo ospedale che concentri tutte le specialistiche che sono attualmente distribuite tra l’ospedale Madonna del soccorso di San Benedetto del Tronto e l’ospedale Mazzoni di Ascoli Piceno” ricordando che “le specialistiche attualmente attive in Area Vasta 5 sono ben superiori a quelle previste per un nosocomio di primo livello con delle punte di grande eccellenza”.

“Non vogliamo limitare la discussione sul tema ad una mera localizzazione più o meno vicina alle due città più grandi del territorio. Apprezziamo le modifiche apportate al nuovo piano sanitario regionale, soprattutto nella parte in cui viene introdotta la necessità di realizzare un’attenta analisi costi-benefici che indichi con chiarezza i dati relativi a specialistiche, posti letto e soprattutto il futuro delle rimanenti strutture degli ospedali già esistenti. Una qualsiasi localizzazione o ristrutturazione delle costruzioni già esistenti non potrà essere priva di una attenta analisi che permetta ai cittadini di conoscere il futuro della nostra sanità”.

Quindi riteniamo sbagliato da parte della giunta regionale produrre atti senza il supporto di numeri chiari. “Inoltre ci convince molto il riferimento alla delibera di giunta regionale 523/2018 per il Presidio Ospedaliero Pubblico Santa Croce di Fano per riequilibrare gli investimenti tra il Nord e il Sud delle Marche tenendo presente che, come previsto dal decreto ministeriale numero 70 ( noto come decreto Balduzzi) alla provincia di Ascoli Piceno spetta un’ulteriore struttura ospedaliera rispetto a quella di primo livello”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-01-2020 alle 11:26 sul giornale del 17 gennaio 2020 - 218 letture

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