Slot-machine modificate, un denunciato anche a Castel di Lama nella "Operazione Cristallo Piceno"

4' di lettura 04/03/2020 - Ha coinvolto anche la provincia di Ascoli Piceno la maxi-indagine della Guardia di Finanza di Torino, attraverso la quale è stata accertata una truffa in danno di migliaia di giocatori e che ha comportato la denuncia di centinaia di gestori di apparecchi da divertimento, il sequestro di oltre 1.000 slot e la contestazione di sanzioni per 20 milioni di euro.

3.000 sono state le schede delle slot risultate manomesse in quella che sembra essere una gigantesca frode informatica ai danni dello Stato, a livello nazionale, le cui indagini sono partite dopo una denuncia presentata da una multinazionale del settore che aveva riscontrato anomalie nel funzionamento di svariate schede prodotte e installate all’interno di slot machine, poi distribuite in tutto il Paese.

Gli accertamenti dei Finanzieri piemontesi, che si sono avvalsi del supporto del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e degli ingegneri informatici del partner tecnologico “SOGEI – Società Generale di Informatica S.p.A.”, hanno portato alla scoperta del sistema truffaldino che, stando all’ipotesi investigativa, consisterebbe nella sistematica manomissione dei contatori fiscali delle schede di gioco, riducendo illecitamente le vincite erogate.

Un comportamento che provocava un duplice danno: da un lato, l’alterazione del software delle slot permetteva ai proprietari degli apparecchi e ai gestori compiacenti un incasso occulto delle percentuali di gioco, moltiplicando così i loro incassi senza, ovviamente, dichiarare nulla al Fisco; dall’altro lato, vittime della frode erano gli ignari giocatori, che trovavano ridotte drasticamente le chance di sbloccare i “jackpot”. La vasta operazione ha trovato il supporto di quasi altri 100 Comandi Provinciali delle Fiamme Gialle e, tra questi, anche quello di Ascoli Piceno, che, con il supporto del personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha avviato gli accertamenti di circostanza nei confronti di numerosi esercizi commerciali detentori di apparecchi “sospetti”.

Il primo riscontro è avvenuto in San Benedetto del Tronto, dove i militari della locale Compagnia, presso un bar del centro, dopo aver accertato l’effettiva manomissione della scheda di gioco, hanno sottoposto a sequestro un congegno da divertimento e intrattenimento e i 2.206 euro delle giocate rinvenuti al suo interno, deferendo all’Autorità Giudiziaria il proprietario/gestore dell’apparecchio, residente a Roma, per le fattispecie previste dagli articoli 617-quater “Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazione informatiche o telematiche” e 640-ter “Frode informatica” del Codice penale.

Contestate, altresì, a carico sia dello stesso proprietario, sia dell’esercente sambenedettese, sanzioni amministrative per complessivi 20.000 euro.

Un secondo intervento è stato poi eseguito dalla stessa Compagnia di San Benedetto del Tronto per verificare taluni congegni da divertimento e intrattenimento detenuti in un altro esercizio, rilevando manomissioni determinanti il sequestro di 2 congegni, dei 684 euro depositati al loro interno, la denuncia all’Autorità Giudiziaria del proprietario/gestore degli apparecchi per le analoghe fattispecie di reato (artt. 617-quater e 640-ter del Codice penale), la cui impresa è ubicata nel teramano e la contestazione, a carico sia del proprietario/gestore, sia dell’esercente, di sanzioni amministrative per complessivi 20.000 euro. Le indagini sono quindi proseguite alla volta di Castel di Lama (AP), dove i militari del Gruppo Ascoli Piceno hanno accertato la manomissione del meccanismo interno di una slot, ritenendo pertanto sussistente, anche in questo caso, le fattispecie di reato già ipotizzate nella vasta indagine; la circostanza ha comportato il sequestro dell’apparecchio, dei 1.387 euro trovati depositati al suo interno, la denuncia all’Autorità Giudiziaria del proprietario/gestore dell’apparecchio, la cui impresa è ubicata nel teramano e la contestazione – a carico sia del proprietario/gestore, sia dell’esercente – di sanzioni amministrative per complessivi 20.000 euro.

Il quadro degli accertamenti, coordinati dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno, è stato definito dal locale Gruppo attraverso ulteriori 4 controlli che hanno interessato la città di Ascoli Piceno (relativamente a due esercizi commerciali) ed i comuni limitrofi di Acquasanta Terme e Castorano, nel cui ambito non sono state comunque individuate manomissioni e/o alterazioni dei numerosi apparecchi e congegni da divertimento sottoposti ad ispezione.

L’operazione “Cristallo”, nel territorio piceno, si conclude quindi con il sequestro di 4 congegni da divertimento e intrattenimento e di 4.277 euro in contanti, la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 3 persone, la contestazione di sanzioni amministrative per 60.000 euro e la proposta di sospensione e/o revoca della licenza di pubblica sicurezza nei riguardi di 3 esercizi commerciali.

Un importante contributo, quello fornito nelle circostanze dalla Guardia di Finanza di Ascoli Piceno, rivolto a tutelare le risorse dello Stato ed a garantire all’utenza la regolarità delle giocate che, come nella vicenda in rassegna, qualora prive delle garanzie previste dalla legge, oltre a sottrarre risorse pubbliche, riducendo sensibilmente le possibilità di vincite, si traduce, di fatto, in una vera e propria truffa ai danni dei giocatori; una potenziale evenienza illecita verso la quale il Corpo, nell’ambito delle più ampie prerogative della polizia economico-finanziaria, si pone al suo contrasto quale primario riferimento a garanzia di ogni interesse pubblico.








Questo è un articolo pubblicato il 04-03-2020 alle 15:12 sul giornale del 05 marzo 2020 - 685 letture

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