Covid-19, Agenzie Fiscali veicolo del contagio? FLP: "Ad Ascoli misure a tutela lavoratori e utenza insufficienti"

3' di lettura 18/03/2020 - L’emergenza COVID19 è ormai di livello nazionale e le Marche sono tra le regioni più colpite. Ciò nonostante c’è chi fa finta di nulla o quasi e non mette in atto tutte le azioni a propria disposizione per limitare il contagio, denuncia la Federazione Lavoratori Pubblici riguardo al settore delle Agenzie Fiscali.

“Abbiamo in questi giorni ottenuto l’attenzione del Governo, che ha recepito le nostre richieste di ridurre le presenze negli uffici pubblici, fino a prevedere, nel decreto legge varato martedì, che nei casi in cui non sia possibile la prestazione di lavoro domiciliare, i lavoratori stiano comunque a casa – ha dichiarato Vincenzo Patricelli, Segretario nazionale della FLP – ma vedere che in alcuni posti di lavoro si continua ancora a far prevalere la burocrazia sulla tutela della salute fa male.

“Nelle Marche la situazione è critica: ad Ancona il Palazzo degli Uffici Finanziari è stato chiuso per sanificazione solo dopo il primo caso di positività al coronavirus e, prima di ciò, le protezioni per il personale addetto al pubblico erano praticamente inesistenti – lamenta il sindacalista – A Pesaro per giorni i lavoratori si sono ammalati, ancora non sappiamo se sono positivi perché non si è proceduto a fare i tamponi e solo da giovedì gli uffici chiuderanno per la sanificazione. È una situazione preoccupante perché l’incidenza di sintomi è stata maggiore fra gli addetti al pubblico e se i lavoratori risultassero positivi ci sarebbe un grave problema perché avrebbero potuto infettare anche l’utenza, oltre che i loro familiari. I casi potrebbero essere addirittura una decina.

“Mercoledì ha chiuso anche la Direzione Provinciale di Ascoli Piceno, per sanificare gli ambienti, ma le misure a tutela della salute dei lavoratori e dell’utenza sono state sinora complessivamente insufficienti. Un capitolo a parte meritano le dogane, che svolgono un lavoro importantissimo. Controllano persone e merci provenienti dall’estero e sono i più esposti di tutti, ma sinora si è proceduto con il “fai da te”, senza interventi omogenei di protezione della salute per coloro che svolgono attività indifferibili (sdoganamento merci e controllo viaggiatori) e che potenzialmente potrebbero infettarsi e provocare la nascita di un vero e proprio focolaio nelle Marche. Quando nella maggior parte delle dogane nel resto del Paese i controlli erano limitati ai controlli documentali, ad Ancona si continuava l’attività di controllo merci come se niente fosse, per di più senza o con scarsissimi presidi di protezione.

“Abbiamo fatto oggi appello a tutti i direttori degli Uffici delle Agenzie Fiscali – ha concluso Patricelli – affinché venga limitata al massimo la permanenza dei lavoratori e dell’utenza negli uffici e, nel caso non si riesca a dotare di presidi di protezione individuale gli addetti, si valuti la chiusura degli uffici. Non è in gioco solo la salute dei lavoratori delle Agenzie, ma di tutti i cittadini marchigiani. Nonostante ciòin a cluni posti di lavoro si mettono ancora al primo posto gli adempimenti burocratici anziché la tutela della salute. Speriamo che il nostro invito scuota le loro coscienze. Diversamente ci rivolgeremo alle autorità sanitarie e ai Prefetti”.

FLP Ecofin-Agenzie Fiscali Marche






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-03-2020 alle 17:09 sul giornale del 19 marzo 2020 - 408 letture

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