Coronavirus, Castelli: "Tamponi col contagocce in provincia, si chieda collaborazione laboratori privati"

guido castelli 1' di lettura 30/03/2020 - Ceriscioli un paio di settimane fa aveva annunciato l’avvio di una campagna di tamponi a tappeto a partire dalla provincia di Ascoli P. Una decisione giusta che doveva interessare principalmente i territori colpiti in misura minore dell’epidemia ma, proprio per questo, potenzialmente più vulnerabile.

Tutto ciò sulla falsa riga del modello Veneto che ha garantito a Zaia di conseguire risultati più che incoraggianti.

Apprendiamo purtroppo che, nonostante l’impegno del dott. Milani, a causa di un problema di reagenti non dipendente dall’Area Vasta 5, i tamponi nella nostra provincia si fanno con il contagocce. 1000 tamponi in una settimana sono davvero troppo pochi e giorno perso, rischia di compromettere gli i fragili equilibri che ancora connotano il nostro territorio.

Per questo motivo, sulla falsa riga di quanto richiesto dai sindaci del fermano e tenuto conto della normativa regionale e nazionale di settore, credo sia giusto e opportuno valutare il ricorso ai laboratori privati per l’effettuazione del tampone.

Già la delibera di Giunta Regionale n.345 dello scorso 16 marzo aveva contemplato questa possibilità e risulta che esistano nella nostra provincia laboratori convenzionati in grado di poter coadiuvare quelli ospedalieri.

Non c’è tempo da perdere: i tamponi uniti all’isolamento domiciliare sono le uniche armi che abbiamo per prevenire l’esplosione del virus.

Se i reagenti ritardano, l’unica strada è chiedere collaborazione ai laboratori convenzionati.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-03-2020 alle 15:31 sul giornale del 31 marzo 2020 - 279 letture

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