Giornate FAI d'Autunno, tre le aperture ad Ascoli: Palazzo e pinacoteca vescovile

7' di lettura 14/10/2020 - Tornano le Giornate FAI d'Autunno. E stavolta raddoppiano: per la prima volta due fine settimana, sabato e domenica 17-18 e 24-25 ottobre. Saranno tre le aperture ad Ascoli: Palazzo e pinacoteca vescovile – Nuovo allestimento Museo diocesano, Palazzo Bazzani, l'Albero del Piccioni (quest'ultimo bene sarà visitabile domenica 18 e 25 ottobre).

Tutti i visitatori potranno sostenere il FAI con una donazione libera - del valore minimo di 3 € - e potranno anche iscriversi al FAI durante l’evento. La donazione online consentirà, a chi lo volesse, di prenotare la propria visita, assicurandosi così l’ingresso nei luoghi aperti dal momento che, per rispettare la sicurezza di tutti, i posti saranno limitati.
Stamattina la conferenza stampa di presentazione dell'evento nel capoluogo piceno. «Le aperture FAI nelle Giornate di Autunno si appoggiano su tre C: curiosità – conoscenza – consapevolezza – spiega Alessandra Stipa, presidente FAI Marche -. Questi sono i pilastri sui quali costruiamo le nostre visite. Sono dedicate a Giulia Maria Crespi, fondatrice del FAI, convinta che far bene per far vivere bene sia estremamente appagante e che la Bellezza ingentilisce l'animo permettendo una vita sociale qualitativamente migliore.

Il FAI centrale ha lasciato liberi i Presidenti regionali e le Delegazioni di decidere in assoluta libertà se farle o meno; noi, nelle Marche, come tutti, abbiamo deciso di aprire per dare un segnale preciso: fare cultura in sicurezza a fronte di comportamenti poco cauti e talvolta sconsiderati.
L'offerta è limitata, a fronte dei numerosi beni aperti nelle passate edizioni, ma fortemente significativa. Palazzo Bazzani, esempio di magniloquente architettura eclettica, tipica delle nostre costruzioni fine Ottocento - primi Novecento, anni in cui il giovane regno d'Italia si affacciava sulla scena europea, dominata da stagionate grandi potenze, cui apportava il bagaglio della sua classicità, mentre alcune di queste erano già protese verso future forme architettoniche nuove.

Un vero scrigno di tesori la Pinacoteca Vescovile, appartamenti privati del Vescovo Giovanni D'Ercole, che egli ha voluto adibire a sale espositive contenenti innumerevoli opere d'arte, alcune delle
quali mai viste, perché giacenti nei magazzini da decenni. Il lavoro è il risultato combinato della generosità del nostro vescovo, della sua sensibilità artistica e del lavoro puntuale e altrettanto appassionato del prof. Michele Picciolo, che ha catalogato, elaborando le schede storico-artistiche, tutte le opere, quelle già esposte nel precedente museo diocesano e quelle inedite "ritrovate" nei magazzini – aggiunge la presidente -. Sarà possibile vedere sciamiti risalenti all'VIII- XII sec, una intera sala dedicata a Cola dell'Amatrice, una sala dedicata ai maestri del "600 con tele del De Magistris, del Baciccio, di Vincenzo Monti, statue lignee del XIV sec, il tutto attraversando una sala monocroma di rara eleganza piuttosto che la Sala affrescata da Marcello Fogolino, pittore vicentino ospite di Filos Roverella. Ancora un'apertura sui generis l'Albero del Piccioni che con le sue storie e la sua maestosità è già annoverato tra gli Alberi Storici Monumentali».
Presente alla conferenza anche l'assessore alla Cultura di Ascoli, Donatella Ferretti: «In questo periodo gli enti hanno difficoltà ad intervenire pienamente: la sussidiarietà si alimenta così di risorse del territorio, spesso volontarie. L'azione del FAI è meritevole».
Al fianco del FAI anche le guide ascolane: «Siamo a vostra disposizione. L'obiettivo principale è diffondere l'arte e quanto di bello possiamo offrire, inserendo nell'evento anche una particolarità come l'Albero del Piccioni – dichiara Lella Palumbi, guida turistica -. Gli ascolani hanno grande sete di conoscenza».
La visita all'Albero del Piccioni avrà una veste particolare: accanto alla parte scientifica e a quella storica, ci saranno anche momenti di rievocazione leggendaria, con figuranti in costume ottocentesco. Così raccontano Giuliano Cipollini, Gildo Baldini ed Emidio Premici: «E' grande la ricchezza del territorio ad ovest di Ascoli. Curiamo il “nostro” albero in modo spontaneo e senza contributi. Il luogo è da sempre caro agli ascolani: tanti anni fa, in molti trascorrevano le domeniche facendo una passeggiata da Ascoli fino a Mozzano, consumando una merenda all'ombra del maestoso platano».
Quest'anno visite in sicurezza con la collaborazione dei volontari CRI di Ascoli e Castel di Lama che garantiranno il rispetto delle norme anti Covid19. «La croce rossa di Ascoli è vicina al FAI. L’unione fa la forza. È di certo questo un principio - afferma la Presidente della CRI di Ascoli Piceno Cristiana Biancucci - che oggi più che mai sentiamo di voler condividere. Questa nuova alleanza rappresenta un’ulteriore attestazione di solidarietà e vicinanza al nostro amato territorio che ogni giorno, come volontari serviamo. Ci prendiamo cura dei più fragili ed oggi vogliamo grazie alla bellezza dei nostro patrimonio culturale prenderci cura dell'animo e questo protocollo nazionale CRI - FAI è un buon auspicio».

Per orari ed indicazioni www.giornatefai.it
Posti limitati. Consultare il sito per controllare il programma

PALAZZO E PINACOTECA VESCOVILE - NUOVO ALLESTIMENTO MUSEO DIOCESANO
h.10-12 e 15-17 (turni ogni ora)
L'intero complesso si compone in realtà di tre corpi sorti accanto alla cattedrale che datano dal XIV al XVIII secolo. Attraverso un paziente lavoro di restauro filologico, inglobando i suoi appartamenti privati nel preesistente museo diocesano (tra cui la sala affrescata dal pittore Marcello Fogolino, in fuga dalla Serenissima e rifugiatosi nel XVI secolo presso il vescovo Filos Roverella), l'attuale vescovo ha voluto offrire alla città preziosi oggetti d'arte mai esposti, tra cui uno sciamito dell'VII secolo, una tovaglia del XIV e veli di seta che avvolgevano le reliquie. Da segnalare anche il ritrovamento di un lampadario opera di Giorgio Vasari, con lettere dell'artista al vescovo aretino Pietro Camaiani che ne fu il committente. Il bene verrà aperto in anteprima dalla Delegazione FAI di Ascoli subito dopo l'inaugurazione, insieme al giardino vescovile nel quale sono esposte le campane della chiesa della Madonna del Sole, bene sul quale il FAI sta lavorando per il restauro.
** Luogo normalmente chiuso al pubblico. Il Palazzo riaprirà dopo un totale recupero con un nuovo allestimento museale con opere mai esposte in quella sede e di notevole importanza storico artistica.

PALAZZO BAZZANI
h.10-12.30 e 15-17.30 (turni ogni mezz'ora)
A seguito dell'Unità d'Italia si sentì la necessità di adeguare il profilo urbanistico della città alle esigenze di capoluogo di provincia. In tale quadro di rinnovamento si inserì l'idea di reperire nella zona centrale della città un'area per la costruzione di un edificio per ospitare la nuova sede per la cassa di risparmio. Il progetto per la costruzione del nuovo edificio fu affidato al famoso architetto Cesare Bazzani. L'edificio, in armonia con il gusto dell'epoca, rispecchia un eclettismo che fonde lo stile rinascimentale a quello del Barocco romano e del Neoclassicismo, mentre negli ornamenti appare lo stile Liberty. Di notevole pregio il soffitto ligneo del 1567, posto al piano nobile, firmato del grande ebanista fiammingo Antonio Moys d'Anversa. Grazie a un accordo tra Fondazione CARISAP e FAI Marche il palazzo ospita oggi la sede regionale del FAI.
** Luogo normalmente chiuso al pubblico. Proprietà della Fondazione CARISAP

ALBERO DEL PICCIONI. NATURA, STORIA E LEGGENDA
(a cura del Gruppo FAI Giovani di Ascoli Piceno)
18 e 25 ottobre, h.10-16 (turni ogni ora)
L'Albero del Piccioni (o Albero del Piccione) è un platano (platanus orientalis L.) che si trova a circa 3 km da Ascoli Piceno e fa parte dell'elenco degli alberi monumentali italiani redatto dal Corpo forestale dello Stato. Il platano si eleva verso il cielo con imponenti dimensioni ed ha il tronco internamente cavo. La circonferenza del suo fusto è di 8,7 m (primato regionale delle Marche), e alto 24 m, arricchito da un'importante chioma.
Menzionato per la prima volta col nome "Albero di Picciò" nel 1718. La tradizione attribuisce il nome "Piccioni" alle vicissitudini di un Giovanni Piccioni che, durante il periodo dell'Annessione al Regno d'Italia, nella seconda metà dell'Ottocento, fu comandante degli Ausiliari pontifici riorganizzando il fenomeno del brigantaggio antiunitario. Secondo questa leggenda egli avrebbe utilizzato il tronco vuoto del grande albero come nascondiglio per tendere imboscate ai viandanti.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-10-2020 alle 18:09 sul giornale del 15 ottobre 2020 - 237 letture

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