Italia Nostra: avanti con la Ferrovia dei due mari

4' di lettura 25/10/2020 - Sembra che finalmente ci sia una concorde volontà di percorrere con maggiore convinzione il tortuoso e secolare percorso che mira alla realizzazione della Ferrovia dei Due Mari.

Prova ne sia da una parte la decisione di far effettuare lo Studio di Fattibilità del tratto ferroviario da Ascoli ad Antrodoco, dall’altra l’unanime e convinta volontà di tutte le forze politiche locali ad impegnarsi per la realizzazione di questa fondamentale infrastruttura, scelta confermata ufficialmente dal Sindaco di Ascoli Marco Fioravanti nel corso dell’incontro dedicato alla realizzazione della Macro Regione Adriatica e con la solenne promessa di porre il massimo impegno per il conseguimento di questo prestigioso obiettivo sino a poco tempo fa inimmaginabile. Ma come si suol dire “l diavolo si nasconde nei dettagli”.

E quindi massima deve essere l’attenzione di tutti e la vigilanza per evitare che si possano creare “ad arte” ostacoli insormontabili che rendano irrealizzabile la realizzazione del nuovo collegamento ferroviario. In concreto bisogna evitare che gli incaricati della realizzazione delle Studio di Fattibilità indichino un percorso della tratta che preveda un costo enorme magari proponendo la realizzazione di un numero spropositato di gallerie. Giustificando la scelta con la necessità di assicurare una velocità maggiore. In realtà, per la Ferrovia dei Due Mari, non è questa l’esigenza insopprimibile. Si tratta, infatti, di privilegiare un percorso che per gran parte, anche se con una velocità ridotta, venga, come sostiene giustamente l’esperto Prof. Gabriele Bariletti “realizzato in modo tale che i costi siano compatibili con i benefici e che il tracciato sia tale da seguire al massimo i profili territoriali, da avere valenza turistica (meno tunnel possibili) e sociale in modo da servire davvero ai territori attraversati “ consentendo di farli uscire dall’ attuale inaccettabile isolamento, di far scoprire angoli di stupefacente fascino, di permettere un collegamento eco compatibile tra l’Adriatico e il Tirreno, di consentire un accesso comodo ed ecosostenibile ai due Parchi Nazionali dei Monti della Laga e del Gran Sasso e a quello dei Monti Sibillini, oltre a permettere un fantastico collegamento ferroviario tra tutte le città d’arte del Centro Italia: da Sulmona all’Aquila, da Ascoli a Rieti e Roma, da Foligno a Perugia sino ad Arezzo e Firenze.

Insomma una vera e propria rivoluzione che deve poter essere realizzata con un limitato impegno finanziario, di gran lunga inferiore a quello imponente necessario per la realizzazione del collegamento ad alta velocità tra Roma e Pescara e al raddoppio della linea ferroviaria Ancona Roma. Per la Ferrovia dei Due Mari l’impegno deve essere minore e quindi massima deve essere l’attenzione e la vigilanza per evitare che si facciano scelte che rendano praticamente irrealizzabile il nuovo percorso ferroviario. In concreto bisognerà evitare che si ripeta quanto occorso per la realizzazione della tratta tra Rieti e Passo Corese quando in luogo di scegliere le proposte nello studio di fattibilità redatto, su incarico della Regione Lazio , dalla Università Roma TRE, che prevedeva un costo in perfetta linea con il budget previsto dallo Stato di Euro 350 milioni di Euro, al netto delle tasse soli 305 milioni, fu dal Ministro Lunardi dato incarico per un altro studio di fattibilità a RFI e per conto di quest’ultima all’Italfer che previde un costo di Euro 792 milioni, del tutto fuori dalle previsioni di spesa ritenute accettabili. E’ da tener presente che come sostenuto da Bariletti “ le prestazioni in termini di tempo di viaggio e di capacità di carico delle due linee sarebbero state del tutto equivalenti, con il tracciato dell’Università lungo soltanto 4 km in più rispetto ai 50 di quello Italfer”.

Il nuovo Assessore della Regione Lazio scelse la proposta Italfer naturalmente irrealizzabile e quindi non se ne fece più niente. Bisognerà evitare assolutamente che per la tratta Ascoli- Antrodoco si ripeta quanto occorso per la tratta Rieti Passo Corese e si privilegi invece il tracciato meno costoso, riducendo, come già detto,al minimo la realizzazione di gallerie e prevedendo di seguire , come sostenuto dal Bariletti, i profili territoriali consentendo in questo modo la realizzazioni di un’opera Eco Compatibile, utile per una effettiva uscita dall’isolamentio delle aree interne del Centro Italia e contribuire all’avvio di un processo di rivitalizzazione demografica economica e sociale di queste zone, studiando contestualmente la possibilità di treni alimentati ad idrogeno si da contribuire in questo modo alla riduzione di ogni forma di inquinamento, consentendo di eliminare completamente la produzione della famigerata anidrite carbonica. Quindi un caloroso invito agli amministratori locali a non abbassare la guardia e alle comunità del territorio a seguire la vicenda con la massima vigile attenzione.


da Italia Nostra sez. di Ascoli Piceno





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-10-2020 alle 09:10 sul giornale del 26 ottobre 2020 - 276 letture

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