Infortuni e malattie professionali, Uil: "In diminuzione nel 2020, ma aumentano i casi mortali"

6' di lettura 02/12/2020 - Le denunce d’infortunio sul lavoro presentate all’Inail nei primi dieci mesi del corrente anno sono state 421.497, circa 113mila in meno rispetto ai primi 10 mesi del 2019 (-21,1%). Il calo si è registrato nonostante l’incremento degli infortuni sul lavoro da Covid-19, che sono circa il 16% del totale delle denunce presentate.

La diminuzione delle denunce riguarda tutti i mesi del 2020 e in particolare il trimestre aprile/giugno con richieste ridotte del 50%.

Le denunce d’infortunio sul lavoro con esito mortale sono state 1.036. Pur essendo dati provvisori, si evidenzia già un aumento di 140 casi rispetto allo stesso periodo del 2019 (+15,6%).

L’incremento è influenzato dai decessi avvenuti e protocollati al 31 ottobre 2020 a causa dell’infezione da Covid-19 in ambito lavorativo, che rappresentano circa un terzo dei decessi denunciati.

Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nel periodo in esame sono state 36.619, 14.436 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-28,3%).

A influenzare la flessione è soprattutto il numero delle denunce presentate tra marzo e luglio 2020 rispetto all’analogo periodo del 2019. La diminuzione maggiore si è registrata in aprile (-87%).

VEDIAMO I DATI DELLA REGIONE MARCHE NEI PRIMI 10 MESI DEL CORRENTE ANNO.

MALATTIE PROFESSIONALI

Le denunce di malattie professionali sono state 3.927 con una diminuzione di 1.156 casi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

La diminuzione riguarda sia la componente maschile, (passati da 3482 a 2779), sia quella femminile (da 1601 a 1148).

Rispetto ai settori industria e servizi registra un calo di 876 casi (da 425 a 3409); l’agricoltura ha una riduzione di 280 casi (da 769 a 489); mentre resta stabile la gestione per conto dello Stato con 29 casi come l’anno precedente.

La riduzione ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (passate da 4.727 a 3.658, sia quelle di comunitari (da 116 a 82) ed extracomunitari (da 240 a 187).

Circa i dati registrati nelle cinque province marchigiane, sempre nel periodo in esame, abbiamo:

Provincia

Primi 10 mesi 2019

Primi 10 mesi 2020

Differenza V.A.

Ancona

1.088

708

380

Ascoli P.

606

443

163

Fermo

639

519

120

Macerata

1.390

1.170

220

Pesaro U.

1.360

1.087

23

Totale

5.082

3.927

1.155

Le prime tre malattie professionali denunciate, tra gennaio e ottobre di quest’anno, continuano a essere, nell’ordine, le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo (2617 casi), del sistema nervoso (761) e quelle dell’orecchio (194), seguite dalle malattie del sistema respiratorio (42) e dai tumori (44). Tutte le malattie professionali denunciate registrano diminuzioni nei periodi in esame.

GLI INFORTUNI

Nella nostra regione nel periodo in esame sono state presentate 12.590 denunce d’infortunio con una riduzione di 3.216 casi rispetto al periodo precedente.

La riduzione ha interessato sia quelli in occasione di lavoro, con e senza mezzo di trasporto e in itinere.

La gestione industria e servizi presenta un calo di 1.715 casi poiché registra 10.736 denunce nel corrente anno; l’agricoltura passa da 1.053 casi a 852 sempre nel vigente anno; quelli per conto dello Stato si dimezzano poiché da 2.302 si passa a 1.002 denunce.

Tutti i comparti produttivi registrano una forte riduzione delle denunce presentate ad eccezione di quello della sanità e assistenza sociale che passa da 476 a 872 casi denunciati.

Circa i dati delle denunce d’infortuni registrati per provincia

Provincia

Primi 10 mesi 2019

Primi 10 mesi 2020

Differenza V.A.

%

Ancona

5.746

4.454

1.292

-22

Ascoli P.

2.010

1.538

472

-23

Fermo

1.187

985

202

-17

Macerata

3.077

2.479

598

-19

Pesaro U.

3.786

3.134

652

-17

Totale

15.806

12.590

3.216

-20

Complessivamente nel periodo in esame la diminuzione riguarda sia i lavoratori italiani (-2.643), sia quelli comunitari (-87) ed extracomunitari (-486).

Il confronto dei dati dei primi 10 mesi del 2020 sulle differenze di genere vede un calo dei casi nella componente maschile, di 2.452 da (da 10.352 a 7.900 denunce), mentre per quella femminile la riduzione è di 764 casi (da 5.454 a 4.690).

Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati in tutte le fasce.

Purtroppo circa le denunce con esito mortale registriamo un forte incremento nel periodo in esame poiché si passa da 26 casi del 2019 a 40 casi del 2020 (+ 14 denunce e un’implementazione del 54%).

Questi accidenti negativi riguardano tutte le gestioni. Infatti, industria e servizi ha un incremento di 15 casi; per conto dello Stato si passa da 0 a 2 casi mentre l’agricoltura presenta una riduzione poiché si passa da 5 a 2 casi.

Le attività economiche che presentano i maggiori dati negativi sono il manifatturiero con 6 casi, le costruzioni 5, 3 sanità e assistenza, 8 i non determinati.

Circa i dati delle denunce d’infortuni mortali registrati per provincia

Provincia

Primi 10 mesi 2019

Primi 10 mesi 2020

Differenza V.A.

%

Ancona

8

11

3

38

Ascoli P.

2

5

3

150

Fermo

3

6

3

100

Macerata

9

9

0

0

Pesaro U.

4

9

5

12

Totale

26

40

14

54

L’incremento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (passate da 22 a 31), sia quelle di comunitari (da 1 a 2) ed extracomunitari (da 3 a 7).

Sul numero dei decessi pesa soprattutto la componente maschile, poiché si è passati da 24 a 34 (+10 decessi), mentre quella femminile ha fatto registrare 6 casi (2 il periodo precedente).

L’analisi delle fasce d’età evidenzia l’incremento, più rilevante, dei decessi nelle fasce 50/54 con 9 casi (+3); 55/59 con 10 casi (+5); 60/64 con 7 casi (+5).

COMMENTO

È evidente che questi dati sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus; sono provvisori e il loro confronto richiede cautele, in particolare gli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche.

Bisognerà attendere il dato consolidato dell’intero 2020.

L’analisi dei primi 10 mesi del 2020 risente di fattori che stanno fortemente condizionando l’andamento infortunistico dell’anno in corso: ovvero epidemia e sospensione, nel Paese, dal 9 marzo, di tantissime attività produttive, riduzione ore lavorate, implementazione delle richieste di cassa integrazione, la chiusura delle scuole, la difficoltà della normale ripresa delle produzioni.

Sono tutti problemi che hanno prodotto il calo delle denunce d’infortunio in complesso.

Ovviamente l’utilizzo delle nuove procedure organizzative legate allo Smart working, riduce fortemente i rischi d’infortuni in itinere.

Si ricorda che un terzo degli infortuni mortali risultano causati dall’infezione da Covid-19.

Un dato in crescita specie con la cd seconda ondata e che trova presenza le gestioni “Industria e servizi” (da 761 a 907 denunce) e il “conto Stato” (da 16 a 35).

È pertanto importante attivare sia un tavolo di confronto con il Governo, sia con le regioni e gli SPSAL. Ovviamente restano sempre aperte le questioni relative a vigilanza, formazione, prevenzione, applicazione protocolli sulla gestione del lavoro e pandemia ovvero sul coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti.

GUIDO BIANCHINI ESPERTO UIL ASCOLI PICENO SICUREZZA SUL LAVORO






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-12-2020 alle 15:20 sul giornale del 03 dicembre 2020 - 341 letture

In questo articolo si parla di lavoro, sindacati, uil, comunicato stampa

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