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“E’ stato approvato l'emendamento che destinerà 85 milioni di euro frutto dei risparmi e dei tagli ‘anti-casta’ della Camera dei Deputati per la ricostruzione delle zone del centro Italia colpite dal terremoto”, spiega Patrizia Terzoni, Vicepresidente della Commissione Ambiente alla Camera.


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"Esprimo soddisfazione per aver contribuito a mettere un altro tassello per favorire la ricostruzione nel mio territorio e nelle altre aree dell'Appennino colpite dal sisma del 2016" commenta così Patrizia Terzoni, vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera, la delega del Governo a Vito Crimi per seguire la ricostruzione.




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“Ceriscioli dichiara guerra al governo perché Il PD non può continuare a gestire a suo piacere la ricostruzione post terremoto? Faccia piuttosto un dignitoso harakiri considerato che è il presidente della giunta che voleva costruire piste ciclabili con gli sms solidali"


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Proprio mentre si moltiplicano, purtroppo, i casi di Soluzioni Abitative di Emergenza che presentano gravissimi problemi di vivibilità arriva in Consiglio Regionale la discussione sulle "casette" marce elaborata dalla capogruppo di Fratelli d'Italia Elena Leonardi.


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“Nelle Marche c’è un detto che dice ‘a parlare non si fa fatica’. Lo tengano a mente i forzisti marchigiani quando sul terremoto distorcono la realtà dei fatti per guadagnarsi due righe in cronaca”. Paolo Arrigoni, senatore della Lega responsabile del partito nelle Marche commenta con durezza l’uscita dei forzisti Cangini, Baldelli e Fiori che accusano il Governo di non dare risposte ai terremotati.



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Si parla molto della tragedia di Genova, ed è un bene. Non si parla affatto dell’assai più vasta tragedia del terremoto del centro Italia. E questo, ovviamente, è un male. È un male soprattutto perché al governo ci sono due partiti profondamente mediatici: quel che non passa in televisione per loro non esiste. Si spiega così la vergognosa inerzia rispetto ai bisogni dei terremotati in generale e di quelli marchigiani in modo particolare. Ben vengano, dunque, servizi come quello fatto da “Le Iene” nei giorni scorsi. Tema: lo scandalo delle casette Sae montate a Vasto e non solo con i tetti già marci. Uno scandalo inaccettabile che, a due anni e mezzo di distanza dalla prima scossa, ha costretto molte famiglie terremotate a lasciare nuovamente la propria terra per tornare negli alberghi lungo la costa. Ieri, per tener desta l’attenzione e mettere il governo di fronte alle proprie responsabilità, ho presentato un’interrogazione parlamentare a riguardo.


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“Con l’approvazione in aula al Senato del Decreto Genova, avvenuta questa mattina, diventano finalmente efficaci le nuove misure per le aree terremotate del Centro Italia. Innanzi tutto, per i cittadini dei 138 comuni del cratere è stata introdotta la possibilità di regolarizzare i volumi non conformi contenuti entro il 20% dell’abitazione danneggiata, una norma in linea con il piano casa nazionale e che, soprattutto, è fondamentale per sbloccare e accelerare la ricostruzione ferma per responsabilità e incapacità dei governi del Partito Democratico”.




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"Una nuova sanatoria edilizia: dopo Ischia questa volta è stata pensata per le zone colpite dal terremoto del Centro Italia. Il governo, nel decreto Genova, ha messo in pratica un altro blitz, che non c'entra nulla con la tragedia del ponte Morandi né con la ricostruzione post stima. È solo un nuovo atto di 'ambientalismo da condono' compiuto dall'esecutivo guidato sempre più da Matteo Salvini, che - senza conoscere il limite del pudore - pochi giorni fa ha attaccato un non meglio precisato 'ambientalismo da salotto'.


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“La strumentalizzazione politica del terremoto non ha più senso: con la Legge di Bilancio il #governodelbuonsenso dimostra ancora una volta di voler mantenere le promesse. Dopo quelle espresse nel Decreto Genova, continua a dare risposte concrete ai terremotati attraverso misure attese e fondamentali come la proroga dello stato di emergenza, della struttura commissariale e dei contratti del personale”.




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Apprendo con indignazione dalla stampa dell'esistenza di corrispondenza tra i dirigenti e il Presidente della Regione Marche Ceriscioli sulle questioni SAE e invenduto in cui erano stati espressi giudizi durissimi su tempi di consegna e qualità dei manufatti sulle operazioni in corso da decine di milioni di euro sotto la responsabilità della Regione.


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La provincia di Macerata è il territorio marchigiano che ha riportato maggiori danni in seguito al sisma del 2016. Un evento che nei suoi risvolti inevitabili ha messo in ginocchio l’economia dell’intero comparto provinciale.




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“Apprezziamo lo sforzo fatto dai parlamentari Terzoni (Movimento Cinque Stelle) e Patassini (Lega) di presentare un emendamento nel cosiddetto Decreto Genova che, di fatto, riprende le proposte avanzate, nei mesi scorsi, dalla Regione Marche, dagli Ordini professionali, dalle Organizzazioni sindacali, da Legambiente, ANCI e Symbola riguardanti le piccole difformità edilizie che hanno rallentato e, nella stragrande maggioranza dei casi, impedito, fino a oggi, la ricostruzione leggera dei privati”, lo afferma l’assessore regionale alla Protezione civile, Angelo Sciapichetti, intervenendo sulla questione.



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Togliere il ruolo ai presidenti di Regione con un emendamento della maggioranza è un colpo di mano. Così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli definisce l’emendamento notturno della maggioranza di Governo che, nella conversione del decreto relativo alla ricostruzione, toglie ai presidenti delle Regioni Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio, subcommissari al terremoto del 2016, il potere di condivisione delle ordinanze commissariali.


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“Un atto gravissimo che sancisce lo scollamento profondo del governo Conte con la realtà che abita fuori da palazzo Chigi”, lapidario il commento di Massimo Montesi (nella foto), coordinatore regionale di Articolo 1 Mdp Marche che attacca “tutti i componenti del governo tornassero nelle zone colpite dai sismi ed, una volta finite le passerelle dei tagli dei nastri, si confrontino con chi sta lavorando incessantemente ed in silenzio per una dorsale appenninica ancora sotto le macerie”.


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“Prendo atto che i Presidenti delle Regioni hanno scelto di interpretare in modo strumentale un passaggio legislativo per lo snellimento della ricostruzione. In questo modo si continua a rispondere non alla gente, ma alle logiche della vecchia politica che non appartengono né a me né al Governo. Mi spiace che i Presidenti delle Regioni terremotate invece di prendere atto del nuovo corso realmente condiviso della ricostruzione si prestino ad essere strumento di opposizione anziché di costruzione”.





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Il comportamento della Regione Marche sui fondi del terremoto è del tutto fuori luogo; crea ad arte allarmismo in cittadini e amministrazioni locali già duramente provati con lettere infondate che gettano nello sconforto e nell'incertezza con l'unico obiettivo di attaccare il Governo. Non si fa propaganda sulla pelle dei terremotati con l'aggravante di cercare di coprire propri ritardi.






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Dall’11 settembre ancora nessuna notizia sul nuovo Commissario Straordinario per la ricostruzione. Le indiscrezioni che appaiono sulla stampa locale dicono, al di là dei nomi che emergono, che comunque non si prende atto che serve una svolta nella struttura della ricostruzione, e che non si andrà alla nomina di più Commissari, che per quanto riguarda le Marche significa ancora una volta essere obbligati a seguire le sorti e le decisioni delle altre Regioni.