Codice delle autonomie locali, Rossi relaziona all\'assemblea generale UPI

massimo rossi 16/10/2008 - Successo della relazione del presidente della Provincia Massimo Rossi sul codice delle autonomie locali, ovvero la riforma che dovrà ridisegnare ruoli e competenze degli enti locali italiani, pronunciata durante l’assemblea generale delle Province in corso di svolgimento a Torino sul tema “Le Province: la strada per il futuro attraverso il cuore del Paese”.

Ha riscosso un grande successo la relazione del presidente della Provincia Massimo Rossi sul codice delle autonomie locali, ovvero la riforma che dovrà ridisegnare ruoli e competenze degli enti locali italiani, pronunciata durante l’assemblea generale delle Province in corso di svolgimento a Torino sul tema “Le Province: la strada per il futuro attraverso il cuore del Paese”. All’assemblea erano presenti anche l’assessore all’Edilizia scolastica e ai Trasporti Ubaldo Maroni che è membro del direttivo nazionale UPI, il presidente del consiglio provinciale Giulio Saccuti, la vicepresidente Cinzia Peroni e i consiglieri Lucio Ventura e Domenico Re.



Dinanzi all’assemblea plenaria dei rappresentati delle Province italiane, al senatore Michelino Davico, sottosegretario del Ministero dell’Interno e al senatore Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato, Massimo Rossi, in qualità di vicepresidente nazionale UPI, ha svolto un’analisi sul disegno di riforma soffermandosi in particolare sull’insostituibile ruolo delle Province sia nella funzione di coordinamento di area vasta sia in quella di sostegno soprattutto ai piccoli Comuni. “Il territorio va visto e governato nella sua unitarietà ed organicità – ha affermato Massimo Rossi - su una dimensione in grado di contenere e condensare, come direbbe De Rita, una massa critica di risorse uniformi e complementari allo stesso tempo, una dimensione che storicamente, non per caso, ha dato vita nel nostro Paese alle Province”.



Il presidente Rossi ha parlato anche del ruolo fondamentale che le Province svolgono nel sistema delle autonomie razionalizzando un sistema “devastato dall\'esistenza di quella miriade di organismi, agenzie, ATO, consorzi ed enti di secondo grado, proliferati in questi anni al di fuori dei livelli di governo individuati dal titolo V della Costituzione, non allo scopo della gestione associata di servizi (cosa che sarebbe ancorché virtuosa), ma con l\'intento di disgregare la governance organica del territorio e delle sue risorse moltiplicando, questi si, i posti ed i costi della politica”. L’interesse per l’attività svolta nella Provincia di Ascoli si è estesa anche alle procedure adottate per la stabilizzazione del personale precario.



Infatti, un gruppo di lavoratori a tempo determinato dipendenti della Provincia di Torino ha distribuito all’ingresso della sala dei lavori un volantino che, “prendendo ad esempio quanto fatto dalla Provincia di Ascoli Piceno chiede di attuare un analogo percorso nella realtà della provincia torinese”. Una delegazione di questi lavoratori ha poi chiesto e ottenuto un colloquio con il presidente Rossi per discutere e comprendere meglio i passaggi che hanno portato alla stabilizzazione dei lavoratori.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-10-2008 alle 01:01 sul giornale del 16 ottobre 2008 - 1100 letture

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