Petrelli: non solo stop all\'alcol ma anche prevenzione

alcol 3' di lettura 01/08/2009 - “Il sindaco Castelli ora e subito, senza se e senza ma, provveda ad una delibera, che vieta la vendita di alcolici ai minori di 16 anni, dato che si è già detto favorevole al decreto no alcol.

Non si riduca poi però al solo divieto senza pensare alla prevenzione e per i consumatori trasgressori introduca sanzioni sociali”. È in sintesi quello che afferma l’autonomista cristiano Francesco Petrelli.


“L’ordinanza del sindaco di Milano - sostiene -, che vieta la vendita di alcolici ai minori di 16 anni ed a persone affette da malattie di mente, è una misura giusta, un’assunzione di responsabilità perfino ovvia per chi amministra. Nessuna istituzione può accettare che i giovani si auto-distruggano, senza far nulla.


I sindaci, i governanti, i capi delle strutture educative, devono perciò assumersi la responsabilità di fare quanto possono, non tenendo in alcun conto i condizionamenti di forti lobby, anche locali e vicine anche ad amministratori, che mettono in piedi un circuito che dà da bere ai ragazzi per fare soldi senza badare alla loro vite. Chi detiene poteri decisionali pubblici, per essere credibile, non può, però, limitarsi a dichiarazioni di intenzioni, ma deve accompagnarle con delibere, ordinanze e leggi. C\'è da augurarsi che anche il sindaco Guido Castelli, assodato il suo favore al decreto no alcol, segua ora e subito, senza se e senza ma, l’ordinanza della Moratti, come del resto il suo “maestro”, il presidente del gruppo PDL al Senato Gasparri, ha auspicato”.


“Non vorremmo, però – aggiunge Petrelli -, che l\'attenzione si riducesse solo al divieto, senza pensare alla prevenzione. La più grande prevenzione dell\'alcolismo e di tutte le altre dipendenze è la promozione umana: dare ai ragazzi una prospettiva di senso in cui inquadrare la propria vita. I ragazzi non devono avere luoghi scoperti, lunghe ore senza far nulla in strada con gli amici o davanti allo schermo di un computer. È questo l\'intervento fondamentale che possono fare i genitori. In questa età, infatti, la loro autorità è spesso contestata e il più delle volte sono gli ultimi a sapere.


Proprio in questa direzione i Comuni, quello di Ascoli in testa, e Provincia dovrebbero attivare da subito corsi per prevenire il disagio, con incontri tematici che possano aiutare a conoscere meglio i problemi di alcol e droga, ma anche quelli legati alle nuove tecnologie. Giusto, poi, chiedere la sanzione amministrativa pecuniaria per chi vende il prodotto vietato ma il consumatore, ovvero il minore, deve avere una sanzione sociale. Multare la famiglia, infatti, non aiuterà il giovane a comprendere pienamente il suo errore e il pericolo che deriva dall\'abuso di alcool. E\' solo responsabilizzando i giovani che li aiuteremo a diventare cittadini in modo completo; la loro sanzione sia accudire vittime di incidenti stradali e le loro famiglie”.


“È un paradosso – conclude - invece la norma che impedisce la vendita da parte degli ambulanti anche con licenza. A questa norma che impedirebbe che anche alla sagra o alla festa della parrocchia non si può consumare una birra è bene porre rimedio”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-08-2009 alle 18:08 sul giornale del 01 agosto 2009 - 1225 letture

In questo articolo si parla di droga, politica, ascoli piceno, prevenzione, alcol, Francesco Petrelli





logoEV