Le quattro anfore rinvenute in riviera destinate al complesso museale di viale Colombo

anfore romane 13/08/2009 - La difesa, la conservazione e la valorizzazione dei beni archeologici, artistici e monumentali del Piceno rappresentano uno dei compiti e dei doveri che, da sempre, vede la Provincia in prima linea nella sua duplice veste di Ente di coordinamento e di programmazione delle realtà territoriali.

In questa prospettiva, il neo assessore provinciale alla Cultura e Identità e Tradizioni Locali Andrea Maria Antonini ha inteso sostenere e dare seguito all’invito rivolto dal sindaco di San Benedetto del Tronto, Giovanni Gaspari, al Soprintendente per i Beni Archeologici delle Marche, dott. Giuliano De Marinis, per l’assegnazione e la conservazione presso il complesso museale di viale Colombo di quattro anfore di epoca romana rinvenute in Riviera.


Antonini, appellandosi al dott. De Marinis, dopo aver sottolineato la proficua e fattiva collaborazione con la Soprintendenza dei Beni Archeologici delle Marche durante il suo mandato di assessore alla Cultura del comune di Ascoli, ha ribadito l’importanza e l’opportunità che i pregiati reperti vengano custoditi presso il “Museo delle Anfore di San Benedetto del Tronto”.


Sede dove troverebbero di certo una adeguata collocazione e una giusta visibilità, anche in considerazione della natura dei materiali già esposti, in luogo del “Museo Archeologico” di Ascoli Piceno, sede deputata ad oggi a custodirli ma in cui difficilmente potrebbero essere presentati all’interno del percorso espositivo.


“Si tratta di un’azione mirata – ha dichiarato l’assessore Antonini di concerto con il Presidente della Provincia Celani – che vuole non solo favorire ed alimentare lo spirito di collaborazione e di intesa tra enti dello stesso territorio, ma soprattutto incentivare un utile e prezioso intervento per far si che beni dall’alto valore storico e culturale, possano essere collocati presso la loro naturale e legittima sede di custodia.


In questa ottica mi impegnerò, laddove possibile – ha aggiunto l’assessore - affinché ritrovamenti e beni archeologici del Piceno, conservati in musei della Capitale, di altre regioni o luoghi, possano essere restituiti al nostro territorio per ottenere l’adeguata valorizzazione nel loro contesto di origine al quale sono legati da ragioni storiche e d’identità.


È un impegno – ha concluso Antonini - che rientra nell’ambito della valorizzazione e della promozione del territorio attraverso i beni culturali, in continuità con il mio precedente ruolo di assessore alla Cultura del Comune piceno, nella cui veste, qualche anno fa, sono riuscito a riportare ad Ascoli una parte del cosiddetto “Tesoro dei Longobardi” di Castel Trosino dal “Museo dell’Alto Medioevo” di Roma, dove era ricoverato da oltre 100 anni”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-08-2009 alle 17:17 sul giornale del 13 agosto 2009 - 1042 letture

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