Montalto: a Porchia un presepe vivente con oltre 200 figuranti

presepe 2' di lettura 30/12/2009 - Oltre duecento figuranti prenderanno parte al Presepe Vivente di Porchia, frazione di Montalto delle Marche.

L’evento è stato organizzato dalla Parrocchia Santa Lucia in collaborazione con le quattro parrocchie dell’antico borgo piceno attraverso i parroci Don Lorenzo Bruni e Don Claudio Capecci che si sono impegnati per la riuscita della rappresentazione insieme ai cittadini del posto. Suggestive le atmosfere offerte dalle vie del centro storico per questo evento che si svolgerà nelle giornate del 3 gennaio dalle ore 17 alle ore 19.30 ed il 6 gennaio dalle ore 17 alle ore 19.30 quando l’evento si concluderà con l’arrivo dei Re magi.



L’ ingresso è gratuito. Nelle antiche botteghe scavate sotto le mura castellane, dentro agli scavi della imponente torre merlata, nella cripta della cinquecentesca chiesa di Santa Lucia i visitatori vivranno la rievocazione della nascita di Gesù passando attraverso una successione di ambienti e contesti che dall’Annunciazione dell’Angelo li accompagnerà fino all’adorazione dei Magi. Con grande entusiasmo i parrocchiani hanno aderito alla rappresentazione per il piacere dei moltissimi visitatori attesi per l’occasione. Protagonisti dell’evento gli abitanti del paese che interpreteranno pastori, artigiani, maniscalchi e la Sacra Famiglia: Maria, Giuseppe e il Bambin Gesù oltre ai soldati, ai mestieranti, alle odalische. Tutto molto, molto curato e nei minimi particolari.



Il presepe vivente nasce dal desiderio delle famiglie di Porchia di vivere con i propri figli il periodo dell’Avvento nel suo pieno significato. Lungo i vicoli ora ripidi ora distesi del centro insieme ai personaggi del sacro racconto si potranno sì incontrare gli antichi mestieri ma anche ammirare opere d’arte come la splendida Pala dell’altare del maestro Vincenzo Pagani e i raffinati affreschi della cripta della chiesa parrocchiale e soprattutto saranno accolti da una comunità, quella di Porchia, che vive con passione questo momento di coesione sociale e di creatività collettiva. Un’occasione, dunque per immergersi in un piccolo mondo d’altri tempi dove ritrovare lo spirito autentico del Natale, fatto di meditazione ma anche di convivialità, intesa come incontro sincero tra persone, ritrovato piacere di relazioni e di profonda e generosa socialità.



L’itinerario a tappe consentirà anche di riscoprire antichi mestieri ormai scomparsi: il vecchio forno, la bottega del fabbro, la casa del massaro e del bracciante, le botteghe del calzolaio e dell\'impagliatore. Non si tratta di una semplice ricorrenza ma di una esperienza sempre nuova che unisce in sé religiosità, collaborazione, sentimento e atmosfera. I costumi sono stati realizzati dagli stessi parrocchiani che si sono preparati diverse settimane prima dell’appuntamento con la natività. Un momento spirituale di grande importanza per la comunità locale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-12-2009 alle 17:44 sul giornale del 31 dicembre 2009 - 1380 letture

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