Gasparoni: \'Apprendistato vale come ultimo anno scuola obbligo\'

Gilberto Gasparoni 2' di lettura 24/01/2010 - “Basta con le finzioni che alimentano il disadattamento scolastico. Un anno di apprendistato per completare la scuola dell’obbligo permette ai giovani di maturare un’esperienza utile ad entrare nel mondo del lavoro. Senza dubbio molto più utile rispetto al parcheggio forzato nelle aule scolastiche”. Con queste parole, il responsabile di Confartigianto imprese di Ascoli Piceno Gilberto Gasparoni apprezza l’emendamento al Ddl lavoro, collegato alla Finanziaria, approvato questa settimana dalla Commissione Lavoro della Camera.

“L’emendamento – sottolinea Gasparoni – risponde alle sollecitazioni di Confartigianato nazionale tese a rilanciare questo rapporto a causa mista, formazione e lavoro, grazie al quale i giovani hanno un’opportunità in più per inserirsi nel mondo del lavoro. Non è cosa da poco se si considera che l’Italia, tra settembre 2008 e settembre 2009, ha visto crescere il tasso di disoccupazione dei giovani under 25 dal 19,5% al 23,5%. Senza dimenticare che siamo al terzo posto in Europa per il più alto tasso di disoccupazione dei giovani under 25, preceduti soltanto da Spagna e Grecia. Ancora più negativo il record italiano per il tasso di occupazione dei giovani under 29: siamo al penultimo posto tra i Paesi Ue con un valore del 39,3%, rispetto alla media europea del 51,2%”.

“L’apprendistato – aggiunge Gasparoni - rappresenta il principale strumento di inserimento lavorativo nelle imprese artigiane attraverso un percorso di formazione e lavoro. Nel 2008 (ultimo dato disponibile) gli apprendisti nelle imprese artigiane erano 218.344, vale a dire circa un terzo rispetto al totale dei 640.863 apprendisti, oltre 32.000 nelle Marche ed oltre 8.500 nelle province di Ascoli e Fermo”.

Inoltre, secondo il Presidente di Confartigianato, “la valorizzazione dell’apprendistato, secondo Confartigianato, può consentire a giovani di acquisire quelle competenze che le imprese non trovano sul mercato del lavoro”. Secondo i dati dell’Ufficio studi di Confartigianato, infatti, nel 2009, nonostante la crisi, 1 impresa artigiana su 4 ha avuto difficoltà a reperire personale qualificato. Con il risultato che lo scorso anno, rispetto ad un fabbisogno occupazionale di 93.410 persone, i piccoli imprenditori hanno dovuto rinunciare ad assumere il 25,1% della manodopera necessaria, pari a 23.446 persone.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-01-2010 alle 15:00 sul giornale del 25 gennaio 2010 - 1519 letture

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